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Michele Placido ricorda commosso la mamma scomparsa da poco

Il grande attore, Michele Placido, ospite a Verissimo ricorda la mamma scomparsa lo scorso febbraio
Michele Placido ospite a Verissimo

Ospite a Verissimo, l’attore tra i più amati d’Italia Michele Placido si racconta, dedicando un pensiero alla mamma scomparsa lo scorso febbraio. L’attore è stato accolto in studio da uno scroscio di applausi che lo ha lasciato senza parole.

Michele Placido ricorda la mamma

Quasi 50 anni di carriera alle spalle, l’attore ricorda le sue origini che egli stesso definisce “importante”. Nato in una famiglia molto numerosa, che conta 8 tra fratelli e sorelle, l’attore ricorda i pranzi di famiglia: “Eravamo sempre a tavola 14, noi 8 fratelli, mamma e papà, i nonni e qualcuno che si intrufolava.

Sia a pranzo sia a cena. Mamma Maria cucinava per tutti, poi c’era Lina, una ragazza dell’orfanotrofio del paese che veniva a darci una mano”. Una mamma, la sua, molto forte che con orgoglio ha cresciuto i suoi figli da sola rimanendo vedova a 40 anni; “Non so come ha fatto, non prendeva nemmeno una piccola pensione”.

Insieme a lei fino alla fine

La mamma dell’attore è scomparsa lo scorso febbraio e fino alla fine Placido le è stato vicino: “Io recitavo a Padova, mi hanno chiamato le mie sorelle dicendomi che mamma aveva pochi giorni.

Siamo partiti io e mio fratello e facevamo avanti indietro Padova e San Giovanni Rotondo finché non è mancata”. Per l’attore la perdita della mamma è qualcosa di inspiegabile: “La mamma è sempre la mamma. Quando muore una mamma è come se ti mancasse un braccio, è difficile da superare”.

Michele Placido legge la poesia per la mamma in studio

L’attore ha letto una poesia, scritta dalla sorella e che lui le ha letto nei suoi ultimi istanti di vita: “Dormi, dormi cara mamma – legge l’attore- dormono i tuoi nipoti dolci, anche i piatti dormono lavati, dorme anche il fresco bucato e dormono le scale stanche del nostro nido di pietre in campagna.

Dorme silenzioso il grillo e il campanello della porta, e dorme la tua vecchia casa e dorme sottoterra la vigna. Dormi cara mamma e nel sogno vicino al mare sentiti come è una ragazza accanto a una corda che salta, sentiti un po’ bambina e rivediti anzi com’eri prima quando eri così piccola e piccina, (…) dormi madre mia amata”. 

Michele Placido legge la poesia dedicata alla mamma

L’amore con una suora

Placido ricorda il periodo passato in seminario, finito per via dell’amore con una suora.

Un amore platonico che non è stato poi “così” platonico: “C’è stato anche un bacio. Mi aveva scritto un bigliettino dove mi chiedeva di andare insieme a mangiare qualche dolce natalizio arrivato da casa e lì, durante la messa della vigilia di Natale ci siamo baciati”. Dopo anni inizia la carriera da attore e da allora sono 50 anni che il grande attore calca le scene: “Non pensavo a diventare una star, una volta salito sul palcoscenico volevo restarci il più possibile”. Arrivato a Roma entra prima in polizia e poi, dopo le rivolte studentesche si dedica al teatro, entrando all’Accademia di arte drammatica.

 

L’amore e i figli

Non solo il teatro, anche tanti amori e dei figli che sono tutto il suo mondo: “Come diceva Cornelia, la madre dei Gracchi, questi sono i miei gioielli”. Tre grandi storie d’amore e cinque figli, Placido ha raccontato di aver sempre assistito al parto di ogni suo figlio: “Io ho sempre assistito al parto, è un miracolo, gli uomini dovrebbero farlo. Come fa a non amare la donna, solo le donne possono superare una cosa così straordinaria, sono molto vicino alla donna. La parità deve essere vera”. 

Ogni volta che finisce una storia d’amore è chiaro che ci si addolora molto.

Se io tornassi indietro sono pronto ad affrontare la vita così come è accaduta, nel bene e nel male”. Placido ha concluso definendosi un uomo fortunato e di essere felice della vita vissuta fino ad ora: “Sono un uomo fortunato. Un uomo che nonostante i dolori ha avuto una vita felice”. 

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