Cronaca

La famiglia del cooperante italiano morto a Capo Verde vuole la verità

Per la famiglia Sassoli non si è trattato di un incidente domestico
La famiglia del cooperante italiano morto a Capo Verde vuole la verità

Dai primi risultati dell’autopsia su David Solazzo, il cooperante italiano che si trovava a Capo Verde, si evince che il ragazzo è morto per un’emorragia. La causa sarebbe un incidente domestico. Ma la famiglia e la fidanzata del 31enne non ci stanno, per loro è “un’ipotesi incomprensibile e da escludere“.

La famiglia vuole vederci chiaro

David Solazzo, si trovava sull’isola di Fogo, Capo Verde, per seguire il progetto Rotas do Fogo. L’obiettivo è quello di migliorare le condizioni ambientali e socio-economiche delle aree rurali dell’isola, attraverso il rafforzamento delle competenze e delle opportunità degli abitanti coinvolti nel turismo rurale.


L’autopsia sul corpo del 31enne ha stabilito che la morte è dovuta a un’emorragia provocata da profondi tagli al braccio destro. Gli investigatori capoverdiani hanno addotto il dissanguamento a un vetro rotto che si trovava accanto alla porta d’ingresso del palazzo. Secondo la famiglia del giovane cooperante questa però sarebbe “un’ipotesi incomprensibile e da escludere“. Intanto, la sorella Alessandra, è atterrata a Capo Verde, accompagnata da un amico e collega di David.

Insieme stanno attendendo in queste ore il referto dell’autopsia.  

Rotas do Fogo. Immagine: Sito Cospe Onlus
Rotas do Fogo. Immagine: Sito Cospe Onlus

Le dichiarazioni dell’avvocato della famiglia Solazzo

La dinamica della vicenda non è ancora chiara. Per questo gli inquirenti vogliono approfondire il caso e la famiglia Solazzo vuole la verità. Le ferite sono tre, “non una, presumibilmente più compatibile con la rottura di un vetro“, ha detto l’avvocato della famiglia Solazzo, Giovanni Conticelli. Il quale, come si legge su Adnkronos, non crede alla prima versione fornita dagli investigatori: “David aveva le chiavi di casa, sono state ritrovate nella toppa della porta al piano superiore.

In ogni caso, la rottura di quel vetro non avrebbe permesso l’apertura della porta di ingresso e nemmeno di passare attraverso la fessura dopo la frantumazione“. E, inoltre, “le tracce ematiche sono state riscontrate nell’androne del condominio, sulle scale, fin dentro l’appartamento di David: sul divano, nel bagno. Macchie notevoli, tanto da lasciarci perplessi sulla dinamica dei fatti. Perché non ha chiamato nessuno? Tutti gli elementi ci portano a escludere che David sia morto per un incidente domestico“, ha concluso il legale.

 

L'ultimo a destra è David Solazzo. Immagine: Sito Cospe Onlus
L’ultimo a destra è David Solazzo. Immagine: Sito Cospe Onlus

Nessun indagato per la morte del cooperante italiano

Per il momento non sono state aperte indagini verso terzi. L’avvocato Conticelli ha osservato che, anche volendo, adesso risulta difficile reperire ulteriori prove, poiché “l’autorità giudiziaria di Capo Verde ha dissequestrato l’immobile dopo 48 ore dai fatti permettendo dunque l’accesso e quindi non tenendo conto del rischio di contaminazione ambientale della scena criminis“. Giorgio Menchini, presidente del COSPE, l’Ong di cui faceva parte il cooperante italiano, ha affermato: “I risultati dell’autopsia stabiliscono alcuni punti fermi, tuttavia riteniamo importante che le indagini facciano chiarezza sull’intera dinamica dell’accaduto, ed escludano sulla base di ulteriori accertamenti l’assenza di coinvolgimento di soggetti terzi.

Rinnovando la nostra fiducia nelle autorità inquirenti, continueremo dunque a seguire con attenzione lo sviluppo delle indagini per garantire che sia fatta piena luce sui fatti che hanno portato alla tragica scomparsa di David, garantendo la nostra collaborazione e sostegno alla famiglia“.

 

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