canone Rai

Lo scorso 30 aprile un’importante sentenza della Cassazione ha confermato la cancellazione degli arretrati del canone Rai non pagati tra il 2000 e il 2010. È una delle conseguenze del decreto fiscale del 2018, che ha eliminato le cartelle esattoriali fino ai 1000 euro. L’importo del canone non è mai stato superiore ai 114 euro, quindi anche in presenza di mora la cifra rientra nella casistica prevista dal decreto. I debiti in questione si intendono cancellati automaticamente, cioè senza che sia necessaria l’attivazione del contribuente.

Annullati gli arretrati fino al 2010

Nella sentenza, la Cassazione ha annullato una cartella di oltre 500 euro dovuta per il mancato pagamento del canone Rai tra il 2001 e 2007.

Si trattava, quindi, della fascia temporale che va da gennaio 2000 a dicembre 2010, proprio quella indicata del decreto. La sentenza ha messo in luce come la quota di 1000 euro non vada riferita all’ammontare totale della cartella, ma a ogni voce iscritta a ruolo: nel caso particolare dovrà essere considerata la sola voce del canone. L’annullamento, come detto, avverrà in automatico e sarà compito dell’Agenzia delle entrate eliminare i dati relativi agli importi non pagati. Per i debiti contratti a partire dal 2011, invece, rimarrà tutto invariato e chi non ha pagato rischia il recupero coattivo del credito.

La Corte di Cassazione, canone Rai
La Corte di Cassazione

Chi è esentato dal pagamento del canone

Va detto che il sistema di pagamento tramite bolletta della luce, introdotto negli ultimi anni, rende l’evasione molto più difficile, in quanto presuppone che chi ha la corrente elettrica abbia di conseguenza anche un televisore. Chi non lo possiede, infatti, è tenuto a inviare ogni anno un’autocertificazione all’Agenzia delle entrate, altrimenti continuerà a pagare automaticamente il canone.

Un’altra categoria esentata dal pagamento è quella degli over 75 in difficoltà economiche, tutte le persone dai 75 anni di età in poi con un reddito familiare non superiore agli 8mila euro annui: anche in questo caso occorre presentare un’apposita dichiarazione sostitutiva all’Agenzia delle entrate.

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