Emanuele Scieri e la torre dove è stato ritrovato il corpo

La salma di Emanuele Scieri sarà riesumata; questa la decisione presa dalla Procura di Pisa a distanza di 20 anni dalla morte del giovane paracadutista della Folgore, morto in circostanze misteriose. Il caso era stato archiviato come suicidio ma, nel 2018 la svolta nell’arresto di due ex compagni d’armi.

Emanuele Scieri: la procura autorizza la riesumazione della salma

Era il 16 agosto 1999 quando il corpo del 26enne Emanuele Scieri è stato ritrovato privo di vita ai piedi di una torre dismessa usata per le operazioni di manutenzione dei paracadute nella caserma di addestramento della Folgore, Gamerra. Il ragazzo era entrato soli tre giorni prima, il 13 agosto.

Dopo l’archiviazione del caso come suicidio, la Procura di Pisa ha predisposto la riapertura delle indagini e una nuova autopsia sul corpo che sarà riesumato. Come riporta Il Tirreno infatti, l’autopsia stabilirà se un soccorso tempestivo avrebbe potuto salvarlo. Inoltre, secondo gli inquirenti, il giovane parà non solo non si sarebbe suicidato, ma sarebbe anche stato vittima di atti di nonnismo.

Le parole dei fratello di Scieri

Positivo il commento del fratello di Emanuele, Francesco, “È un’ottima notizia” ha dichiarato spiegando che grazie ai continui progressi nel campo della medicina forense, “ciò che si può rilevare oggi, all’epica probabilmente non si poteva farlo o comunque fu fatto in modo corretto”.

Secondo Francesco Scieri è possibile, anche a distanza di 20 anni, rilevare i segni di traumi che non sono compatibili con una caduta.

Il caso Scieri

Emanuele Scieri, originario di Ragusa, aveva 26 anni quando è stato richiamato sotto le armi. Laureato in giurisprundenza e già praticante in uno studio legale, era stato richiamato per la leva e mandato al Car-Centro addestramento reclute, dopodiché da Firenze è stato trasferito alla Gamerra insieme ad altri commilitoni. Era il 13 agosto 1999, arrivato in caserma, il ragazzo ha sistemato le sue cose ed è uscito insieme ad altri ma, al momento del rientro previstoo 22.15 non è tornato.

La sua assenza è stata segnalata anche al contrappello delle 23.45; molti colleghi affermavano che in realtà fosse tornato ma nessuno sapeva dove fosse. Tre giorni dopo il corpo di Emanuele Sciere è stato ritrovato ai piedi della torre utilizzata per le operazioni di sgonfiaggio dei paracadute. Ai tempi della morte nella caserma erano noti atti di nonnismo, ritenuti prassi comune e tollerata all’epoca, verificata con un’inchiesta parlamentare durata dal 2016 al 2017. Il caso Scieri fu archiviato come suicidio ma nell’agosto del 2018 la svolta: tre ex commilitoni del parà sono stati arrestati.

La svolta nel 2018: tre persone arrestate

Nei primi giorni di agosto dello scorso anno, Alessandro Panella, 39enne ex caporale della Folgore è stato arrestato. L’uomo era pronto a lasciare il Paese ed era prossimo a partire per gli Stati Uniti; per gli inquirenti una fuga. Oltre a Panella, anche altre due persone sono state accusate per concorso in omicidio, si tratta di Andrea Antico, residente a Rimini e Luigi Zabara, 41 anni di Frosinone.

A tutti e tre viene contestata l’accusa di omicidio volontario; i tre, si legge su Il Tirreno, avrebbero fatto spogliare Scieri, per poi obbligarlo a salire sulla torre e, facendo pressione con gli scarponi sulle nocche del parà, causarne la caduta. I tre hanno lasciato il suo corpo a terra agonizzante, non sapendo che con molta probabilità, il 26enne fosse ancora vivo. Questo è quanto la nuova indagine e la riesumazione della salma intende stabilire.

Sul caso indagano il Procuratore di Pisa Alssandro Crini e il sostituto Sisto Restuccia, entrambi procedono contestando ai tre indagati la volontarietà della morte di Scieri. Pare infatti che i tre militari avessero persino nascosto il corpo dietro ad un tavolo per far sì che non venisse trovato nell’immediatezza.

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