paesaggio alpino

Uno dei più importanti effetti del riscaldamento globale sarà visibile nel 2050, quando circa metà dei ghiacciai alpini sarà sparita. È una ‘sentenza’ di condanna già scritta, che si concretizzerà indipendentemente da un’eventuale corsa ai ripari dell’ultimo minuto. Questa la sintesi di quanto dichiarato da Roberto Dinale, dell’Ufficio idrografico della Provincia di Bolzano, nel corso del Festival dell’Acqua di Utilitalia, a Bressanone.

Ghiacciai alpini: una morte già scritta

Entro il 2050, metà della massa di ghiacciai alpini sarà sparita dalle carte. È il destino infausto che si concluderà da qui a 31 anni, qualunque cosa si faccia per cercare di impedirlo. L’intervento di Roberto Dinale, dell’Ufficio idrografico della Provincia di Bolzano, è stato chiaro. Quanto emerso nel discorso tenuto al Festival dell’Acqua di Utilitalia suona come una sentenza senza possibilità di appello.

Non importa quanti e quali sforzi si faranno sino ad allora per combattere il riscaldamento globale: questa ‘morte’ è già stata scritta e non si può invertire la rotta. Si tratta di un epilogo irreversibile, culmine di un degradamento che va avanti da decenni.

Negli ultimi 100 anni le Alpi sono state interessate da un innalzamento termico di 2 gradi, praticamente il doppio della media registrata in tutto il pianeta. Le temperature in aumento costringono a una perdita progressiva della massa di ghiaccio.

Una situazione a rischio

Dinale ha tracciato un quadro della situazione che non lascia troppi margini di manovra: “I grandi ghiacciai si sono ritirati di oltre 2 km rispetto alle rilevazioni dell’800“. Dal 2006 ad oggi, quelli altoatesini si sarebbero ridotti del 25% circa.

La conformazione dei ghiacciai è lo specchio del cambiamento climatico in atto. Secondo lo studio di Dinale, la prospettiva futura, pur in presenza di politiche di contenimento del riscaldamento globale, non è rosea: “A fine secolo sopravvivrà un terzo dei ghiacciai, in caso contrario sulle Alpi si esauriranno“.

In quest’ottica, scevra di suggestioni sulla possibilità di arginare definitivamente il fenomeno, ogni evento che prima poteva dirsi ‘straordinario’ (come alluvioni o siccità) si integra in modo strutturale nell’assetto climatico. Questo comporta la necessità di interventi programmati che possano consentire di affrontare queste situazioni con un solido bagaglio di procedure.