gatto


Un fatto raccapricciante accaduto a Gioia Tauro, in provincia di Reggio Calabria, dove un bidello della scuola primaria Eugenio Montale ha ucciso a bastonate un gatto randagio che era entrato in un'aula, davanti i bambini. A rendere noto il fatto denunciandolo è stato Antonio Marziale, Garante per l'infanzia e l'adolescenza presso la Regione Calabria.

Il gatto trucidato davanti ai bambini

Come raccontato dalla delegata degli Animalisti Italiani, Maria Antonia Catania, ad Antonio Marziale, Garante per l'infanzia e l'adolescenza presso la Regione Calabria, a chiamare il bidello chiedendogli di fare uscire dall'aula scolastica il gatto era stato il dirigente scolastico Francesco Bagalà dell'Istituto Comprensivo Pentimalli di Gioia Tauro, di cui fa parte la scuola primaria Eugenio Montale. L'orribile storia inizia così, quindi, con una richiesta assolutamente legittima. Nessuno però avrebbe mai potuto prevedere la reazione sconsiderata del bidello che si è munito di un bastone ed è entrato nella classe. Invece di fare semplicemente uscire il gatto dalla scuola, il bidello ha individuato il felino e ha iniziato a bastonarlo finché, dopo un'ora di agonia, l'animale non è morto. Tutto questo è accaduto davanti agli occhi dei piccoli studenti della scuola primaria. Oltre a uccidere un animale senza nessuna remora, il bidello prima di agire con tanta crudeltà non si è neanche posto il problema che il suo gesto potesse causare sofferenza o traumi nei bambini, alcuni dei quali hanno peraltro fotografato l'animale ucciso con il cellulare per mostrarlo ai propri genitori.

gatto e bambina
Immagine di repertorio

Il bidello se l'è cavata chiedendo scusa

Oltre a denunciare il fatto in sè, il Garante per l'infanzia e l'adolescenza della Regione Calabria, Antonio Marziale, ha anche criticato aspramente la decisione del dirigente scolastico, Francesco Bagalà, di non mettere in atto una misura disciplinare adeguata contro il bidello. In una nota pubblicata dall'Osservatorio dei diritti sui minori, il Garante ha evidenziato: "Non riuscendo a credere a tanta efferatezza ho prontamente telefonato al dirigente scolastico Francesco Bagalà, che era al corrente degli accadimenti e mi ha parlato di un incontro tra genitori e il bidello e che lo stesso oggi (17 maggio stando alla data di pubblicazione della nota, ndr) dovrebbe andare in classe a chiedere scusa ai bambini. Ma ciò a me non basta".

L'uccisione del gatto, inerme, davanti agli occhi dei bambini è stata condannata con parole severe da Marziale che si è così espresso in merito a quanto accaduto: "Si tratta di un gesto gratuito, un gesto assassino, documentato anche fotograficamente dai piccolini, che non può essere giustificato alla stregua del furto di un vasetto di marmellata. Uccidere a bastonate un gatto sol perché disorientato e impaurito 'soffiava' contro chi lo minacciava con un bastone è un atto di autodifesa che anche un umano farebbe e non certo 'soffiando'". C'è poi l'auspicio che vengano presi seri provvedimenti contro chi ha commesso un gesto tanto crudele, come quello di ammazzare brutalmente e gratuitamente un animale e per di più davanti a una classe di bambini, e che tali provvedimenti non vengano presi solo dal dirigente scolastico.

Antonio Marziale ha promesso di sottoporre il fatto al ministro dell'istruzione e alle autorità: "Chiedo alle autorità scolastiche preposte di intraprendere immediatamente le misure previste nei confronti di questo signore, ed all’autorità inquirente e giudiziaria di valutare non solo la crudeltà contro il gatto, ma le ripercussioni emotive che i piccolini si porteranno dietro. La scuola è vita e a nessuno è concesso di tramutarla in luogo di efferatezza e morte. Oltre alle autorità sopra citate stamattina porterò il caso all’attenzione dl ministro dell’Istruzione Bussetti".

aula delle elementari
Immagine di repertorio. Credits: Ansa, Luca Castellani