tragedia solfatara, i soccorritori portano via i corpi delle vittime nelle bare

La famiglia Carrer non sapeva che quel 12 settembre 2017 sarebbe stato il loro ultimo giorni insieme e che di lì a poco mamma Tiziana, papà Massimiliano e il piccolo Lorenzo sarebbero morti asfissiati dopo essere precipitati in una voragine nella Solfatara di Pozzuoli.

Unico sopravvissuto di quel dramma il secondo figlio della coppia, il piccolo Alessio, che ora ha 10 anni e vive con la zia. Le indagini sono andate avanti e dalla perizia sono emersi dettagli scioccanti sulla gestione della Vulcano Solfatara Pozzuoli.

Tragedia Solfatara: i risultati della perizia

Il documento, una perizia redatta da un pool di esperti composta da 240 pagine sarà presentato davanti alla corte del Tribunale di Napoli nell’udienza che si svolgerà il prossimo 20 maggio. Stando a quanto emerso l’area detta della Spianata, composta da fangaia, stufe, fimarole… era pericolosa, e la voragine che ha inghiottito la famiglia era presente da diversi giorni. Inoltre è stata rimarcata l’assenza di un presidio di sicurezza tanto per i lavoratori quanto per i visitatori, la valutazione dei rischi e il rimedio per prevenirli e, infine, non risulta alcuna autorizzazione comunale.

Pare infatti che quattro giorni dopo la tragedia un dirigente del Comune di Pozzuoli riportava l’assenza di concessioni per il sito della Solfatara di Pozzuoli e ha poi aggiunto che tale documentazione è “andata distrutta a seguito di eventi bradisismi nel 1983”. L’indagine portata avanti dalla Procura di Napoli, sotto la guida del procuratore aggiunto Giuseppe Lucantonio e dai sostituti Anna Frasca e Giuliana Giuliano.

Ad essere iscritti nel registro degli indagati per disastro colposo sono l’amministratore delegato della Vulcano Solfatara s.r.l. e cinque soci che gestiscono l’area; Maria Angarano, Maria Di Salvo, l’omonima Maria Di Salvo, Annarita Letizia e Francesco Di Salvo oltre che tutta la società.

Le censure sulla voragine della solfatara

Secondo quanto si legge sulla perizia, la gravità della vicenda aumenta quando si parla della voragine. Pare infatti che essa fosse già presente, ma la sua pericolosità sia stata censurata. Le prove della presenza della voragine sarebbero ricondotte ad un video datato 9 settembre (tre giorni prima della tragedia), dove si vede distintamente.

Un pool di esperti ha terminato la perizia sulla tragedia della Solfatara. Il documento sarà presentato a processo lunedì

Come riporta Il Mattino: “La palese e grave negligenza che emerge a carico della società è quella di non avere valutato l’elevata probabilità e l’elevato rischio di morte, comunque valutabile, dovuti ad una possibile cavità posta sotto il piano campagna, di dimensione maggiore rispetto a quella che poteva percepirsi visivamente dal soprastante piano”. Secondo la perizia mancavano le dovute delimitazioni che, combinate con l’elevata presenza di acqua defluita nella voragine “il pericolo è aumentato”.

Credits immagine in alto: Ansa