Nella notte tra il 15 e il 16 di maggio un uomo di 68 anni, ricoverato presso una clinica di San Leucio di Caserta, è morto soffocato da un pezzo di ovatta mentre dormiva. A nulla è valso il pronto intervento dei dipendenti della clinica e il trasporto in ospedale, l’uomo è deceduto. Ad ucciderlo sarebbe stato un altro paziente che ora è stato trasferito in un’altra clinica.

Paziente di clinica psichiatrica ucciso dal compagno di stanza

Secondo le prime ricostruzioni a provocargli la morte sarebbe stato un altro paziente di 51 anni anch’egli ricoverato nella clinica. La struttura, che ospitava i due pazienti, si occupa di malati psichiatrici.

A nulla è valso il pronto intervento dei dipendenti della clinica. Il paziente è stato trasferito d’urgenza all’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, ma è deceduto poco dopo.

Adesso sulla faccenda sta indagando la procura di Santa Maria Capua Vetere. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo ha conficcato l’ovatta nella gola del 68enne fino a soffocarlo; la causa del decesso è riconducibile a una crisi respiratoria.

Entrambi pazienti della clinica

I due soggetti, coinvolti nel dramma sono entrambi del napoletano: la vittima di Casandrino e l’aggressore di Afragola. Il paziente accusato di omicidio avrebbe dichiarato di aver commesso il gesto a causa di una lite insorta tra i due.

L’aggressore è stato, intanto, trasferito presso il reparto psichiatrico del carcere di Santa Maria Capua Vetere, e resta in attesa di una valutazione psichiatrica in grado di stabilire se l’uomo sia in grado di intendere e di volere.

Un fatto simile era accaduto un anno prima

La tragedia accaduta è molto simile a un altro avvenimento del luglio dello scorso anno. La vicenda in questione aveva visto, anche qui, coinvolti due soggetti: un nordafricano di 25 anni e un anziano di 77. Entrambi si trovavano nel reparto prevenzione, diagnosi e cura psichiatrica dell’ospedale di Sessa Aurunca in provincia di Caserta.

L’anziano, che era un ex-infermiere dell’ospedale di Teano, fu ripetutamente preso a pugni dal giovane nordafricano fino alla morte. Nell’episodio rimasero coinvolti anche dei militari che avevano cercato di fermare l’ira dell’immigrato.