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Quello che si prospetta è un giugno difficile per i pensionati. Il mese prossimo, infatti, entreranno in gioco i tagli previsti dalla nuova Leggi di bilancio: ci sarà quindi una rivalutazione delle pensioni 2019, a cui conseguirà un conguaglio.

Le pensioni “a rischio”

Le pensioni soggette al conguaglio saranno tutte quelle superiori a tre volte il minimo, cioè quelle che partono da 1552 euro lordi al mese. Le persone che rispondono ai requisiti sono circa 5,6 milioni. Stessa sorte subiranno le pensioni d’oro tagliate per tutti coloro che superano i 100 mila euro lordi annui. Il taglio dipende dalla pensione: verrà ridotta del 15% per chi prede tra i 100 mila a 130 mila euro; e’ del 25% per la quota da 130 mila a 200 mila euro; del 30% da 200 mila a 350 mila euro; del 35% da 350 mila a 500 mila euro; fino ad arrivare al 40% oltre i 500 mila euro. Nel mese di giugno verranno trattenuti gli importi in più corrisposti tra gennaio e marzo.

Le proteste

Ivan Pedretti, segretario generale dello Spi-Cgil, ha spiegato: “Lo avevamo denunciato da tempo e ora abbiamo la certezza: il governo beffa ancora milioni di pensionati riprendendosi i soldi che hanno avuto in più di rivalutazione nei mesi di gennaio, febbraio e marzo per un totale di 100 milioni di euro“, e ancora: “Ovviamente il tutto avverrà subito dopo le elezioni europee“. Anche Gigi Bonfanti, segretario generale della Fnp Cisl, attacca il governo: “Il governo fa di nuovo cassa con i soldi dei pensionati, riprendendosi quanto dato loro con la rivalutazione delle pensioni dei primi tre mesi del 2019“.