primo piano di marko feingold

Marko Feingold compirà il prossimo 28 maggio 106 anni. Nasce nel 1913 a Banská Bystrica, all’epoca Ungheria ed oggi Slovacchia, cresce a Vienna e in seguito è deportato in 4 diversi campi di concentramento. I lager che l’anziano ebreo si trovò ad affrontare erano i peggiori: Auschwitz, Neuengamme, Dachau e Buchenwald.

La sua liberazione avvenne nel 1945 per opera degli americani e da lì si adoperò in aiuto degli altri ebrei favoreggiandone la fuga. Ancora oggi continua la sua azione a difesa della memoria e del ricordo delle crudeltà subite nei campi di concentramento.

La sua testimonianza e quella di altre 14 persone sono raccontate nel recente libro intervista Unfassbare Wunde della giornalista Alexandra Foderl-Schmid e del fotografo Konrad Rufus Muller.

Mi volevano spedire nell’aldilà anzitempo

Mi volevano spedire nell’aldilà anzitempo” è questo il commento dell’ultracentenario Marko Foeingod alla sua storia. L’anziano ebreo ha vissuto sin da prima della sua cattura e deportazione tragiche avventure: è stato inizialmente arrestato a Vienna, in seguito riesce a scappare a Praga ma è espulso dalla Polonia.

Le disavventure continuano quando, con documenti falsi, cerca di entrare in Cecoslovacchia, ma è arrestato e definitivamente deportato nei lager.

I campi di concentramento oltre a provocargli enormi sofferenze gli hanno portato via l’amato fratello, che l’aveva accompagnato nei suoi viaggi di gioventù in Italia.

L’impegno nei confronti degli ebrei

Dopo la sua liberazione nel 1945, Mark Feingold si è impegnato per salvare gli altri ebrei. Si trovò, quindi, a essere il commesso viaggiatore e con il suo sforzo quasi 100.000 ebrei furono salvati; la sua tattica consisteva nel simulare che gli ebrei fossero ex internati italiani e portarli verso Sud attraverso il Brennero.

La rotta non rimase libera a lungo. Infatti, l’Austria decise di chiudere il sentiero e, quindi, Feingold s’impegnò e trovò un sentiero alternativo: il passo dei Tauri. Il predetto sentiero permise a ben 5.500 persone nell’estate del 1947 di raggiungere l’Alto Adige e imbarcarsi verso la terra promessa.

Religione e politica: i punti di vista

L’anziano ebreo di quasi 106 non ha perso il suo interesse per la religione e la politica, come si legge nel Corriere della Sera. Per la prima si dichiara non credente ma praticante sottolineando che “vista la serie di coincidenze nella mia vita, qualcosa deve pur esserci”.

Sulla seconda riflette sul perché gli elettori decidano sempre di più di votare partiti di destra e populisti: “forse anche perché i ‘vecchi’ partiti non danno risposte ai veri problemi dei cittadini come disoccupazione, salari bassi, tasse e corruzione”. Continua, sempre sulla politica, affermando che solo il futuro potrà far luce sulle promesse che i populisti stanno facendo in questi giorni di campagna elettore.

*immagine in alto: Fonte/ Wikipedia opera propria Werner100359/dimensioni modificate