Giulio Scarpati interpreta Lele Martini

Non c’è casa italiana in cui Giulio Scarpati non sia entrato almeno una volta, anche solo per pochi minuti. Mamme, papà, bambini, adolescenti: una massa variegata di pubblico seguiva le sue vicende alla televisione. Classe 1956, nato a Roma, Giulio Scarpati è stato per numerosi anni Lele Martini, protagonista della fiction Un medico in famiglia. Ora si racconta in un’intervista al Corriere della Sera, in cui emerge il rapporto bellissimo, ma a tratti complesso, con il suo fortunato personaggio.

La gente per strada gli chiedeva consigli medici

Un ruolo iconico, quello di Lele Martini, che ha lanciato Giulio Scarpati, ma che ha anche rischiato di tenerlo prigioniero.

Per strada, infatti, le persone comuni lo trattavano come se fosse stato un vero e proprio medico. Un giorno una signora lo ha fermato in edicola chiedendogli consiglio, con insistenza, su come far passare un certo dolore. Lui è riuscito a cavarsela proponendole una pomata che stava utilizzando in quel periodo per uno stiramento muscolare “Se cercavo di buttarla sul ridere c’era il rischio che la gente si offendesse. Il successo di Un medico in famiglia è stato così travolgente che ho dovuto spesso staccare, altrimenti la mia carriera di attore finiva per essere solo identificata con quel ruolo” spiega durante l’intervista.

Giulio Scarpati interpreta Lele Martini
Giulio Scarpati interpreta Lele Martini in una scena di Un medico in famiglia

L’umanità di Lele Martini, medico e padre

Il segreto di quella serie è dovuto alla “normalità”, all’idea che un medico ha gli stessi tuoi problemi e quindi, oltre a curarti, può anche capirti”. Per questo motivo Giulio Scarpati non ha mai dovuto studiare manuali di anatomia. Quel che contava, nella serie, non era tanto la preparazione scientifico-medica di Lele Martini, quanto piuttosto la sua umanità: “Dovevo essere dottore nello stesso modo in cui ero padre. Così ho cercato di capire come comunicare con il paziente, come rassicurarlo.

Mi veniva spesso in mente qualche scena della mia infanzia, quando ero malato e il dottore, mentre mi visitava, si interessava a quel che facevo, allo studio, ai giochi, a cosa volevo diventare da grande”.

Gli attori sono malati immaginari

Attualmente Giulio Scarpati è in tournée con il Misantropo di Molière. Riguardo le esperienze nei teatri, racconta che gli attori sono tutti malati immaginari: “Quando si avvicina la prima, cominci ad avvertire un abbassamento di voce, un dolorino di qua, uno di là, sei un po’ caldo… Io mi sentivo malato a quasi tutte le prime. Immaginarsi malato, spesso serve: ti carichi di maggiore energia per compensare un’eventuale debolezza”. Ma, nella sua carriera, non sono mancati nemmeno gli incidenti veri: una volta si è stirato una coscia, un’altra si è fratturato un piede, un’altra ancora ha avuto la febbre a 39, ed una quarta volta un’intossicazione alimentare. Non solo medico, insomma, ma anche paziente.