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Un fallimento che lascerà a casa migliaia di dipendenti e che è stato comunicato in un modo che definire “poco trasparente” è quasi un eufemismo: questo quanto denunciano le sigle sindacali sul fallimento dichiarato ieri dal Tribunale di Milano della società Shernon Holding che aveva acquisito ad agosto del 2018 55 punti vendita di Mercatone Uno in tutta Italia. Il 30 maggio era previsto un incontro con il Ministero dello Sviluppo Economico per salvare l’azienda.

Mercatone Uno fallisce: i dipendenti lo sanno dai social

Stamane, tutti i punti vendita di Mercatone Uno sono rimasti con le serrande abbassate.

Ieri, il Tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della Shernon Holding, la società che aveva acquisito l’azienda 8 mesi fa e che aveva annunciato un piano di rilancio da realizzare entro il 2022 che avrebbe dovuto “quintuplicare il fatturato” della catena di ipermercati.

E invece la Filcams Cgil di Reggio Emilia nella persona del segretario Luca Chierici ha denunciato quanto segue: “Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda. Questa notte si è appreso che il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società e i direttori hanno comunicato ai lavoratori il divieto di accedere ai locali aziendali“.

I dipendenti della catena sono quindi dovuti restare a casa. Ma il problema non sono solo loro: anche i clienti sono in difficoltà.

Continua il segretario: “Molta gente si è presentata stamattina nei punti vendita per ritirare merce sulla quale aveva già versato degli acconti nei giorni scorsi per migliaia di euro“. Sul sito della Cgil si legge che i lavoratori sono stati avvisati sui social, ieri sera, del fallimento dell’azienda e sono stati “licenziati via Facebook o Whatsapp“.

I 1.860 dipendenti dovevano essere al riparo dal licenziamento perché la società aveva garantito loro il posto di lavoro fino al 30 maggio, data in cui si sarebbe dovuto tenere un incontro con il MiSE per salvare la catena di ipermercati. Ora, sono a rischio anche i dipendenti di “500 aziende fornitrici che vantano crediti non riscossi per circa 250 milioni di euro“.

Il fallimento e il piano di rilancio che non è mai arrivato al ministero

Il 30 maggio, i vertici della Shernon Holding, società proprietaria di Mercatone Uno dichiarata fallita nella giornata di ieri, avrebbero dovuto incontrare il Ministero dello Sviluppo Economico per concordare un piano di salvataggio dell’azienda.

La catena di ipermercati era in sofferenza già da diversi anni e la situazione dei dipendenti era a rischio da tempo: “È iniziata ormai 7 anni fa. Dopo anni di contratti di solidarietà, cassa integrazione, amministrazione straordinaria e un altro fallimento di cui, a distanza di 3 anni, sono ancora in attesa di poter ricevere le loro spettanze“.

L’acquisizione da parte della Shernon Holding avrebbe quindi dovuto porre rimedio a questa situazione, ma così non è stato e Barbara Neglia, segretaria per la regione Puglia della Filcams Cgil, ha messo in luce tutte le criticità che emergono dopo questo fallimento: “È inaccettabile che gli organi di vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico, che appena la scorsa estate avevano permesso l’acquisto da parte della nuova società di quel che rimaneva di Mercatone Uno, non abbiano verificato la sostenibilità aziendale degli acquirenti.

Per la segretaria della Filcams Cgil, é evidente che la società non sia stata trasparente nei confronti dei dipendenti: “Una volta incassata la flessibilità l’azienda ha bypassato ogni rapporto con le organizzazioni sindacali, fino all’incredibile epilogo scoperto notte tempo“.

Credits immagine in alto: Ansa