chirurghi mentre operano

I trapianti di cellule staminali cerebrali sono sicuri: è il dato confermato dalla sperimentazione su 18 pazienti affetti da Sla, che nella fase 1 hanno ricevuto da 3 a 6 interventi di questo tipo condotti con la supervisione di tre istituti di ricerca italiani.

Per tutti la diagnosi era definitiva e nessuno avrebbe manifestato “eventi avversi seri”. Si tratta del primo importante step che precede la seconda fase, che validerà l’efficacia del trattamento.

Cellule staminali neurali contro la Sla

I risultati sul trapianto di cellule staminali neurali umane su 18 pazienti affetti da Sla – nell’ambito di una sperimentazione coordinata da 3 istituti italiani – sono stati resi noti a 5 anni dall’intervento.

Questa procedura si è rivelata “sicura” e non si sono registrate criticità per i soggetti interessati nel primo step di ricerca.

Da 3 a 6 i trapianti multipli ciascuno, utili a dare una risposta confortante sulla strada imboccata dalla medicina nell’ottica del trattamento della Sclerosi laterale amiotrofica. I dati sono stati pubblicati sulla rivista Stem Cells Translational Medicine, con un bilancio positivo che apre le porte alla seconda fase dei test.

Il primo passo si è concluso con esiti soddisfacenti, e riguarda un periodo di studio dal 2012 al 2015. L’ok a procedere con la sperimentazione è arrivato a margine dello straordinario lavoro svolto dagli ospedali Maggiore della Carità di Novara e S. Maria di Terni, dall’Università di Padova e dall’Istituto Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.

Risultati storici per la ricerca

Il campione di pazienti sottoposti a questo iter sperimentale hanno ricevuto i trapianti nel midollo spinale lombare e cervicale. Una nota della Fondazione Revert precisa il portato di interesse dei risultati ottenuti, riferendosi ad essi come al “primo esempio in Europa del trapianto chirurgico di un vero farmaco cellulare“.

Si tratta di un approccio che consente di trapiantare le stesse cellule in tutti i soggetti, e porta ad effetti riproducibili secondo uno standard che soddisfa ogni criterio di igiene e sicurezza nazionale ed europeo.

Si è arrivati a ottenere un quadro clinico che, per ogni paziente trattato, non ha registrato criticità o progressione della patologia degenerativa. Il prossimo obiettivo è stabilire la dose ottimale di staminali con batterie di test su un campione più esteso (fino a un massimo di 20 pazienti).

L’accento della pubblicazione è sulla riproducibilità dei trapianti di questo tipo, che sarebbero illimitati.