sfilata orfani

Una sfilata per bambini orfani, per permettere loro di mettersi i in mostra davanti a possibili genitori adottivi. Il Brasile è sotto shock per l’incredibile iniziativa andata in scena in un centro commerciale di Cuiabá. La politica del Paese sudamericano ora reagisce e condanna un orrore che ricorda le vecchie fiere degli schiavi

“Come una fiera degli schiavi”

Vestiti e pettinati di tutto punto, dai 4 ai 17 anni, pronti a sfilare per ingraziarsi eventuali genitori adottivi. Fa scalpore quanto andato in scena in un centro commerciale brasiliano, con il Paese sconvolto per il trattamento riservato a minori già di per sé fragili.

La sfilata dei bimbi ha ricordato a molti l’orrore del mercato degli schiavi, in cui ogni individuo veniva fatto sfilare e poi eventualmente comprato all’asta.

Il candidato alle presidenziali verde oro, Guillermo Boulos, ha definito la sfilata come una perversità incredibile, ma non è l’unico. Anche l’avvocato Eduardo Mahlon ha usato toni molto severi contro l’iniziativa, in cui peraltro avrebbero trovato famiglia soltanto due ragazzini.

Credits: OAB

C’è anche chi difende la sfilata

La politica in queste ultime ore, dopo che il caso ha fatto il giro del mondo, sottolinea quanto un meccanismo di questo tipo possa essere pericoloso per i minori stessi, “pieni di sogni e desideri, in cerca di approvazione dopo la sfilata; come se per amare un bambino dovessimo ammirarli fisicamente“, ha spiegato l’ex parlamentare Manuela D’Avila.

C’è però anche chi difende l’iniziativa, come la Commissione per i bambini e i giovani della OAB nel Mato Grosso che si è proprio impegnata per organizzare l’evento, che sostiene come sia un’occasione per intavolare un primo contatto con i genitori adottivi, in grado di informarsi su un’eventuale adozione.

I minori, tra l’altro, prima di calcare la passerella, sarebbero anche pettinati e abbigliati da professionisti e da negozi per l’infanzia. Il tutto, ovviamente, a scopo promozionale. E se l’aspetto commerciale dell’evento è ribaltato dalla Commissione organizzatrice come occasione per far vivere ai bambini “un giorno diverso”, ci si chiede come sia possibile che un evento simile sia stato autorizzato, come è emerso dalle prime ricostruzioni, anche da un giudice minorile della zona.