Bestie di Satana, Andrea Volpe, Elisabetta Ballarin, Paolo Leone

Era il 2004 quando scoppiò il caso, conosciuto da tutti, delle Bestie di Satana. A 15 anni da quanto accaduto in provincia di Varese alcuni dei componenti del gruppo rimangono in carcere, altri sono già usciti; tutti, a modo loro, hanno cambiato vita. L’Unione dei Satanisti Italiani ha così commentato il loro non essere più attratti dal culto di Satana: “Ovviamente ‘non sono più Satanisti’. Lasciatevi dire una cosa: chi non è più Satanista non lo è mai stato. E infatti ‘sti ragazzi erano tutto fuorché Satanisti e rappresentano forse il caso mediatico più (strategicamente) montato della storia“, continuando: “Erano dei tossici, non avevano la minima conoscenza del Satanismo“.

 

Chi erano le Bestie di Satana

Nel 2004 vennero scoperte tra le province di Varese e Milano le attività criminali di un gruppo di assassini che si definivano una setta satanica: le Bestie di Satana. Anche se la loro vocazione era alquanto confusa, i membri celebravano delle messe sataniche nei boschi della provincia lombarda, come si legge in un articolo di La Repubblica del 2007. Gli elementi indispensabili per i rituali erano alcol, droghe, bestemmie e la musica degli Slayer, la band metal americana che ascoltavano a tutto volume.

Le indagini sugli orrendi crimini delle Bestie di Satana iniziarono grazie alla ricerca ossessiva del padre di un ragazzo scomparso a Milano nel gennaio 1998. Fabio Tollis e Chiara Marino avevano 16 anni, si trovavano in un pub frequentato da seguaci dell’heavy metal quando scomparvero. La polizia e i loro amici pensavano che fossero fuggiti insieme, ma i genitori dei ragazzi erano di tutt’altro parere. Michele Tollis, padre di Fabio, iniziò delle ricerche accurate e scoprì che la sparizione del figlio e dell’altra ragazza era legata al satanismo.

 

Chiara Marino e Fabio Tollis. Immagine: Sito Chi l'ha visto?
Chiara Marino e Fabio Tollis. Immagine: Sito Chi l’ha visto?

L’indagine prende forma

Nel gennaio 2004, Michele Tollis sente la notizia di un brutale omicidio nella città di Somma Lombardo. Il corpo di una ragazza di 27 anni, Mariangela Pezzotta, figlia di un esponente di spicco di Forza Italia, è stato ritrovato sfigurato in una serra vicino a una cascina. Per l’assassinio vengono arrestati Andrea Volpe, ex ragazzo della 27enne, ed Elisabetta Ballarin, attuale fidanzata di Volpe.

Tollis ricollega il nome del ragazzo arrestato a quello del figlio scomparso e si mette in contatto con gli inquirenti. Da quel momento arrivano le rivelazioni e le macabre scoperte. Uno dei casi più discussi della cronaca italiana si dischiude davanti agli occhi dei poliziotti, dei cittadini e della stampa, nazionale e estera. La BBC annoverò i crimini commessi dalle Bestie di Satana tra i più scioccanti della storia d’Italia del secondo dopoguerra.

Michele Tollis, padre di Fabio. Immagine: BBC News
Michele Tollis, padre di Fabio. Immagine: BBC News

La sentenza

In carcere, Volpe rivelò i nomi degli altri componenti del gruppo e confessò anche la propria responsabilità nell’omicidio di Tollis e Marino.

I corpi dei due ragazzi vennero trovati. Un altro caso fu collegato ai satanisti, il suicidio di Andrea Bontade. Per la sua morte, Nicola “Onussen” Sapone, uno dei leader della setta, fu accusato di induzione al suicidio. La sentenza definitiva del 2007 ha ritenuto i membri Volpe, Ballarin, Sapone, Maccione, Guerrieri e Leone, responsabili degli omicidi di Mariangela Pezzotta, Chiara Marino, Fabio Tollis, del suicidio indotto di Andrea Bontade e di altri ragazzi che avevano rapporti con l’organizzazione. 

Le nuove vite degli accusati

Elisabetta Ballarin era stata condannata a 24 anni per l’omicidio di Mariangela Pezzotta.

Il padre della vittima, Silvio Pezzotta, ha dato parere positivo alla richiesta di grazia avanzata dai legali della Ballarin: “Avevo capito fin da subito che lei era stata plagiata, che non meritava di essere accomunata agli altri“. Per questo motivo la ragazza è uscita dal carcere. Si è laureata in conservazione dei bene artistici e ha lavorato presso l’ufficio del turismo del lago di Iseo. Attualmente lavora in un ristorante in provincia di Brescia. Pietro Guerrieri, detto “Wedra”, ha scontato 12 anni di prigione ed è libero. Aveva preparato la buca a Somma Lombardo per seppellire i cadaveri di Fabio Tollis e Chiara Marino.

Quando lo arrestarono era in cura da una psichiatra. Anche Mario Maccione, ritenuto il medium del gruppo, non si trova più in carcere. Era minorenne all’epoca dei fatti, ha avuto uno sconto di pena sui 19 anni decisi dalla sentenza. Ha scritto un libro, “L’inferno tra le mie mani“, in cui racconta la sua esperienza satanica. 

Andrea Volpe è stato condannato a 20 anni e tra qualche anno potrà uscire dal carcere. Nel frattempo, si è convertito alla Chiesa Evangelica. Paolo “Ozzy” Leone attende il concludersi della sua condanna a 26 anni e, intanto, lavora all’officina del carcere, costruendo infissi.

Ascolta ancora musica metal nella sua cella del carcere di Sanremo; continua a proclamarsi innocente e vittima di un complotto. Ha anche fatto ricorso alla Corte Europea per la revisione del suo processo, senza successo. Nicola Sapone, invece, non tornerà in libertà così presto: è stato condannato a due ergastoli. Anche lui, dal giorno dell’arresto, si è sempre dichiarato innocente. Dal carcere di Bollate si è iscritto alla facoltà di filosofia e otterrà la laurea, quando era entrato in cella aveva solo il diploma di quinta elementare.