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A Torino si sta svolgendo il Clean Air Dialogue, la bilaterale Italia-Commissione Europea il cui tema è l’inquinamento dell’aria, e in occasione dell’apertura di ieri, 4 giugno, è stato sottoscritto il protocollo Aria Pulita.

Tra i presenti a questo appuntamento internazionale il Commissario europeo all’Ambiente Karmenu Vella, il premier Giuseppe Conte, la sindaca di Torino Chiara Appendino e il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, tutti riuniti per affrontare un tema delicato come quello della qualità dell’aria in Italia.

Costa: in Italia “80 mila morti all’anno”

Il ministro Costa ricorda che “Ogni giorno muoiono prematuramente 219 persone a causa dello smog, come dice l’Oms: circa 80 mila morti all’anno”.

E questo limitandosi alla sola Italia. Non sorprende dunque sentire Costa parlare di una vera e propria emergenza.

Per il ministro l’obiettivo ultimo è azzerare” il numero di morti a causa dello smog ed è per questo che la due giorni del Clean Air Dialogue riveste un’importanza cruciale: la firma del protocollo Aria Pulita è il primo passo per provare a cambiare davvero le cose.

Il protocollo risulta ancora più importante a causa delle due procedure di infrazione che La Commissione europea ha avviato nei riguardi dell’Italia proprio per quanto riguarda la qualità dell’aria.

Sono state registrati infatti superamenti continui e di lungo periodo dei valori limite del particolato PM10 e del biossido di azoto (NO2). In caso di condanna per l’Italia sono previste multe di entità rilevante e anche una possibile riduzione dei Fondi Strutturali per l’Italia.

Il protocollo Aria Pulita: 400 milioni l’anno

Il protocollo Aria Pulita è stato sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio, sei Ministeri, regioni e province autonome, tutti consapevoli dell’urgenza della situazione allo stato attuale delle cose e desiderosi di avviare un piano operativo.

Il Ministro Costa ha definito le misure che vogliono intraprendere piani concreti e non semplici belle promesse che non vengono mai attuate.

All’interno del protocollo sono stati individuati tre punti critici che più di tutti contribuiscono all’inquinamento dell’aria: i trasporti, l’agricoltura e il riscaldamento domestico a biomassa. In un primo momento l’Unità di coordinamento del Piano d’azione impiegherà 6 mesi per individuare le misure di adottare. In seguito, partirà il Piano d’azione vero e proprio, della durata di due anni e con un investimento di circa 400 milioni di euro l’anno.

Le dichiarazioni dei politici

Nel piano viene anche ribadito come sia necessario distaccarsi dal carbone entro il 2025. “Un obiettivo molto ambizioso che confidiamo di raggiungere“, ha affermato il premier Giuseppe Conte. Sul fronte dell’energia rinnovabile le cose vanno meglio per L’italia, che ha superato gli obiettivi del 2020 e ora proverà a superare anche quelli del 2030.

Tra i presenti alla firma del protocollo d’intesa Aria Pulita c’era anche la sindaca di Torino, Chiara Appendino che ha commentato l’importanza di un incontro simile.

Non ci può essere sviluppo senza sostenibilità ambientale e attenzione per il territorio”. Come riportato dall’Ansa, per l’Appendino non si può ignorare quello che sta succedendo intorno a noi. Il cambiamento climatico è una certezza. E, chiamiamo le cose con il loro nome: emergenza”. E quando si pensa, ad esempio, che a Torino nel 2018 i limiti giornalieri per le polveri sottili sono stati superati 134 giorni ci si rende conto che il problema è concreto e che bisogna intervenire perché “Migliorare la qualità dell’aria significa migliorare la vita quotidiana dei cittadini”.

Il Sindaco di Torino ha anche parlato della situazione climatica nella sua città: “Torino è una delle città con l’aria più inquinata d’Europa.

Ce lo dicono i dati. Nel 2018 i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono sono stati superati per 134 giornate. A inizio 2019 abbiamo dovuto bloccare il traffico per quattordici giorni a causa del livello di Pm10 rilevati dalle centraline”.