pietro morandi in arte tredici pietro

Non provate a pensare che abbia approfittato della carriera musicale di suo padre, Gianni Morandi, perché Tredici Pietro dice apertamente che i suoi genitori hanno saputo del suo EP solo quando è uscita la sua prima canzone. Il figlio minore di Gianni Morandi, in arte Tredici Pietro, si sta facendo strada nel mondo del rap e il 7 giugno sarà in vendita il suo primo EP, che si intitola Assurdo.

La sua musica non è “figlia d’arte”

In un’intervista rilasciata a Repubblica, Tredici Pietro non esita a dire che ha iniziato a rappare lontano da casa e che, anzi, la famiglia non vedeva proprio di buon occhio il fatto che volesse fare musica.

Pietro Morandi ha infatti spiegato: “L’atteggiamento generale era quello di disincentivare ogni velleità musicale, non in maniera diretta, ma diciamo che non c’era una spinta a fare musica. Quindi non la facevo sentire a nessuno di loro. Nemmeno a mio fratello. I miei genitori lo hanno saputo il giorno che è uscita la prima canzone“. Benché sembri dunque ritenere che la sua musica non sia “figlia d’arte”, riconosce che l’uscita del suo disco suscita molta più curiosità di quella che sarebbe riservata al disco di qualsiasi altro rapper emergente.

Tredici Pietro ha però ammesso che questa curiosità potrebbe rappresentare anche un elemento negativo: “L’interesse attorno a me è dovuto a qualcos’altro, nessuno si concentra su quello che faccio, arrivare alla completa liberazione dal pregiudizio perché sono il figlio di Morandi sarà dura. Il vantaggio è dentro lo svantaggio, ho un’attenzione che altri all’inizio non hanno, devo cercare di farla arrivare alla sostanza scavalcando il cognome, devo proporre qualcosa di interessante che possa rimanere in piedi senza la croce e la delizia del nome che porto“.

Il rap come “guida

Lontanissimo dal genere musicale di suo padre, Gianni Morandi, per Tredici Pietro il rap dovrebbe fungere da manifesto del reale e da “guida per un mondo migliore. Il rapper non ha dubbi nell’identificare questo genere musicale come un potenziale vettore di cambiamento: “La scelta è tra accettare l’esistente o immaginare un progresso, accettare è fare la mera descrizione di quello che si vede, la deriva che parte del rap ha preso è quella dell’accettazione del capitale, del modo in cui il mondo oggi funziona, molti rapper scelgono di gettarsi comodamente in questo mondo cercando di essere dei vincenti e accettandone le regole. Altri, invece, e sono quelli che mi piacciono di più, le regole del mondo le vogliono cambiare. E per farlo cambiano anche la musica“.

Pietro Morandi non dubbi sul fatto di voler appartenere a questa seconda categoria: “Spero di far parte di questi. La linea progressista mi pIace di più, mi interessa, ha una moralità, ma non pensa di dare un insegnamento ma solo uno sguardo diverso sul mondo“.