Secondo Robin e Jack Firestone, la morte di Lady Diana nella notte di quel 31 agosto 1997 non fu un incidente. La coppia americana sostiene di aver percorso il tunnel del Pont de l’Alma nei minuti successivi al fatidico evento, in cui persero la vita anche Dodi Al-Fayed e l’autista Henri Paul. Secondo la loro testimonianza, le ricostruzioni fatte da polizia e commissioni d’inchiesta non corrispondono a quanto accaduto: “Viviamo ancora oggi nella paura per quello che abbiamo visto e per quello che ci è stato detto”, hanno raccontato al Daily Express.

Quelle automobili parcheggiate di traverso nel tunnel

Robin e Jack Firestone si trovavano a Parigi in vacanza, insieme al loro figlio 11enne.

La sera del 31 agosto 1997, dopo una crociera lungo la Senna, stavano rientrando in hotel, percorrendo il tunnel de l’Alma a bordo di un taxi. In un primo momento hanno subito pensato di aver assistito ad un normale incidente stradale, per quanto tragico: “C’era solo un agente di polizia in piedi davanti alla macchina e molti fotografi – ricorda Jack – Si stava comportando come se non si trattasse affatto di un’emergenza. Pensavamo che avessero già portato i sopravvissuti all’ospedale”.

Secondo la coppia, il particolare più strano era legato alla posizione di due automobili di colore scuro, parcheggiate di traverso davanti alla Mercedes incidentata di Diana e Dodi: “Erano parcheggiate in maniera goffa e non ricordo che ci fosse nessuno all’interno – ha detto Robin – Le due macchine dovevano essere entrate nel tunnel davanti a quella di Diana”.

Un resoconto mai preso in considerazione

Questo dettaglio, a cui lì per lì non hanno dato peso, è diventato di grande importanza una volta compresa la reale identità delle vittime, dato che poteva essere la prova di un coinvolgimento di altre persone nella morte di Lady D. Un poliziotto francese, interpellato dalla coppia, si è però rifiutato di ascoltare il loro resoconto, sostenendo che la polizia avesse già un numero sufficiente di testimoni.

Da quel giorno, per Robin e Jack Firestone è iniziata una lunga battaglia per vedere quantomeno riconosciuto il valore di ciò che avevano visto. Processi, giudici e inchieste nel corso degli anni hanno sempre scartato il loro racconto, portandoli a credere in un tentativo di insabbiamento da parte delle istituzioni: “Non penso che la morte di Diana sia stata un incidente – ha ammesso Robin – e le azioni delle autorità me lo fanno credere ancora oggi più che mai”.

Immagine in alto: Fonte: Commons Wikimedia/ Nick Parfjonov/dimensioni modificate