zanzara, malaria

Un fungo modificato geneticamente per uccidere la zanzara anofele, responsabile della trasmissione della malaria. È il risultato di una ricerca condotta da esperti dell’Università del Maryland e dell’istituto IRSS (Institut de Recherche en Sciences de la Santé) in Burkina Faso, che hanno affiancato la sperimentazione sul campo alla prima fase di studio in laboratorio. Il fungo, a cui è stato aggiunto un gene che produce una specifica tossina derivata dal veleno di un ragno, si è dimostrato particolarmente efficace, portando ad una riduzione del 99% della popolazione di zanzare oggetto del test.

Geneticamente modificato

L’idea di fondo è partita da un fungo, chiamato Metarhizium pingshaense, che è già presente in natura ed è in grado di infettare gli insetti, portandoli alla morte.

Di per sé questo organismo può uccidere le zanzare, ma lo fa in maniera troppo lenta per essere usato come strumento di controllo della malaria. Per risolvere il problema, i ricercatori lo hanno modificato geneticamente per produrre una tossina, chiamata Hybrid, derivata dal veleno di un ragno australiano: “Potete immaginare il fungo come una sorta di ago che usiamo per iniettare quella specifica tossina nelle zanzare”, ha spiegato il professor Raymond St. Leger, uno degli autori dello studio, sul sito dell’Università del Maryland.

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Uno dei ricercatori in Burkina Faso (foto: Oliver Zida / University of Maryland)

Uccide il 99% delle zanzare

In questo modo il fungo è molto più efficace e veloce nell’uccidere le zanzare, ma per testare la teoria occorreva un ambiente il più possibile vicino alle condizioni reali. In accordo con le autorità del Burkina Faso, gli scienziati hanno ricostruito un finto villaggio di circa 600 metri quadrati, con capanne, piante e piccole pozze d’acqua, il tutto circondato da un’apposita tenda per evitare che le zanzare potessero volare via. Gli insetti utilizzati nell’esperimento erano 1500 e dopo 45 giorni di esposizione al fungo ne rimanevano solamente 13, con un’impressionante riduzione del 99%.

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Il villaggio ricostruito dai ricercatori (foto: Etienne Bilgo / University of Maryland)

Uno strumento per contrastare la malaria

Il team si è anche assicurato che la tossina non colpisse altre specie di insetti, come le api: “Questi funghi sono molto selettivi – ha spiegato St. Leger – Sanno dove si trovano in base ai segnali chimici e alle caratteristiche del corpo dell’insetto. La tipologia con cui stiamo lavorando ama particolarmente le zanzare”. Il passo successivo sarà quello di testare la procedura in veri villaggi o comunità, anche se i controlli e i requisiti di sicurezza dovranno essere ferrei. La speranza è di poter mettere un freno ad una malattia, come la malaria, che uccide 400mila persone all’anno, rappresentando una vera e propria piaga in molte parti del mondo.