Pescatore che taglia la coda a uno squalo

La vicenda che arriva dall’Islanda ha fatto il giro del mondo, e i protagonisti sono due pescatori che hanno condiviso la loro atrocità su Facebook. Il video che hanno girato rischia di portarli dritti in carcere e questa, per molti, è la conseguenza minore davanti a quanto compiuto. A bordo del peschereccio su cui prestavano servizio, hanno girato sequenze agghiaccianti. Dopo aver catturato uno squalo, gli hanno tagliato la coda prima di rimetterlo in mare al grido di “Buona fortuna con il nuoto, bast***o“. L’esemplare appartiene alla specie Somniosus Microcephalus, a rischio d’estinzione.

Uno squalo raro a rischio estinzione

L’esemplare torturato dai due pescatori islandesi è noto come ‘squalo della Groenlandia’, la cui specie è a rischio estinzione. È inserita tra le più longeve del pianeta: nel 2016 ne fu individuato uno nato 400 anni prima (secondo gli studiosi intorno al 1600).

Si tratta di animali che vivono molto a lungo, definiti come gli ‘highlander dei mari‘, anche grazie al favorevole habitat dell’Oceano Artico. Rientrano tra le specie innocue, tanto che non è mai stato registrato alcun attacco all’uomo, e si nutrono soltanto di pesce.

Il video dell’orrore

L’aggressione bestiale contro lo squalo è avvenuta al largo delle coste islandesi, e i due autori della tortura hanno deciso di riprendere tutto con gli smartphone. Le immagini – ora a disposizione delle autorità chiamate a indagare sull’accaduto – sono sconvolgenti e sono anche accompagnate da un clima divertito a bordo.

Dopo aver tagliato la coda all’animale indifeso, lo hanno rimesso in mare pronunciando una frase: “Buona fortuna con il nuoto, bast***o“. Non è tutto, però, perché avrebbero ‘sfoggiato’ la loro folle impresa sui social. Lo squalo si è allontanato tra le acque rosse del suo sangue e loro hanno riso allegramente.

Pescatori licenziati, rischiano l’arresto

Secondo i media locali, i due pescatori sarebbero stati prontamente licenziati dall’azienda per cui lavoravano e adesso si aprono scenari giudiziari che potrebbero sfociare nella detenzione.

Rischiano di finire in carcere, ma intorno all’accaduto si sono innestate anche alcune condotte ora al vaglio degli inquirenti. Alcuni membri dell’equipaggio, infatti, avrebbero tentato di dare una spiegazione al gesto dei colleghi, sostenendo che l’animale fosse già prossimo alla morte e, di fatto, derubricando l’atto bestiale al rango di una mera bravata.

Tweet di Blue Planet Society
Il tweet dell’organizzazione Blue Planet Society che denuncia l’accaduto

*immagine in alto: fonte/Twitter Blue Planet Society, frame del video