Josephine Suffolk

Josephine Suffolk aveva 29 anni, è morta in Gran Bretagna il 18 maggio scorso a causa di un cancro alla cervice dell’utero. I medici consultati, le avevano detto che soffriva di problemi ormonali dovuti, probabilmente, alla nascita del suo secondogenito. Una diagnosi errata? Un male troppo complesso da individuare? Quale che sia il motivo, i bambini di Josey, come solevano chiamare la ragazza in famiglia, sono rimasti senza la mamma.

La diagnosi per problemi ormonali

La tragica storia di Josephine Suffolk di Dover, a sud est della Gran Bretagna, è stata riportata dal giornale regionale Kent Live. La donna soffriva di continue perdite di sangue.

Nel settembre 2017 consultò il medico di famiglia per una prima visita, questo le disse che poteva trattarsi di un problema ormonale dovuto al fatto che otto mesi prima aveva partorito. Dunque, poteva essere la conseguenza di problemi dovuti alla seconda gravidanza. Da lì a poco tutto sarebbe passato, nulla di preoccupante. Le perdite però non cessavano e Josey si sottopose per altre quattro o cinque volte, come riportato sul Kent Live, a ulteriori visite, di cui non conosciamo il grado di specializzazione, che ebbero sempre lo stesso esito. Solo a seguito di una lamentela, la 29enne, che non si sentiva bene e aveva richiesto un consulto medico più approfondito, riuscì a fissare un appuntamento da uno specialista.

Così, nel giugno 2018, scoprì la verità: aveva un cancro alla cervice dell’utero. Fino a quel momento la diagnosi non era stata quella corretta.

Una foto di Josey durante la chemioterapia. Immagine: Paul Suffolk/Facebook
Una foto di Josey durante la chemioterapia. Immagine: Paul Suffolk/Facebook

Le sensazioni della donna

Sul Kent Live si legge una drammatica intervista che rilasciò Josey nel dicembre 2018: “Non ho mai smesso di sanguinare. Per mesi hanno continuato a dirmi che non c’era niente di sbagliato in me. Ma io sapevo che non era solo a causa degli ormoni.

Non mi sentivo bene“. Durante lo screening con lo specialista la donna ha pensato: “Questo è quello che avrebbero dovuto fare gli altri medici sei o sette mesi fa“. Vedendo i risultati dell’esame il medico ha esclamato “Oh mio Dio“, in quel momento, ha confidato al giornale la 29enne: “Ho avuto tanta paura. Il dottore ha detto ‘potresti avere la gonorrea o un cancro. Quello che sto vedendo è una grossa massa’. Penso che volesse proteggermi“. Una settimana dopo, la donna si è sottoposta a una biopsia e le hanno detto, senza mezzi termini, che aveva un cancro al quarto stadio.

Josey con uno dei suoi figli. Immagine: Joey Suffolk/Facebook
Josey con uno dei suoi figli. Immagine: Joey Suffolk/Facebook

Il rapido peggioramento 

Non poteva essere effettuato un intervento chirurgico per asportare il tumore perché troppo avanzato. Quindi, Josey si sottopose a un ciclo di chemioterapia all’ospedale “Kent and Canterbury”. Nel frattempo, la donna, mamma di due bimbi, Leighton e George, che al tempo avevano 4 anni e 1 anno, lanciò una raccolta fondi per portare i suoi figli in vacanza e concedersi con loro dei momenti di serenità. Aveva scritto sulla pagina del crowdfunding: “I miei figli sono il mio mondo e non voglio che mi guardino male a causa della mia malattia“. Le sue condizioni, però, si aggravarono rapidamente, il cancro si era diffuso dalla cervice ai polmoni e poi nel sangue. Il sogno di un ultimo viaggio con la famiglia svanì. Josey ha trascorso i suoi ultimi giorni di vita al Pilgrims Hospice ad Ashford ed è morta il 18 maggio scorso. I suoi funerali si sono tenuti sabato 8 giugno al Crematorio di Barham.

Adesso, Dionne Wellington, la zia della 29enne, ha detto che spera di poter accedere ai soldi raccolti con la campagna, duemila sterline, per portare i due bimbi in vacanza. I suoi parenti hanno ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla raccolta fondi e Dionne, ha fatto, inoltre, sapere che Josey, durante la malattia, “è sempre stata felice. Era molto decisa nel voler informare le ragazze, non importa quanto giovani fossero, sul cancro all’utero“. Per tale motivo la parente si sta impegnando affinché aumenti la consapevolezza del cancro al collo dell’utero e dell’importanza di fare lo smear test, o pap-test. “Questa è l’eredità di Josey“, ha concluso Dionne.