bambina che piange con mano di uomo sulla spalla

Una storia terribile che arriva da Acate, provincia di Ragusa; una bimba di 13 anni è stata costretta dalla madre a prostituirsi con uomini molto più grandi di lei. È quanto emerso d un’indagine portata avanti dalla Squadra Mobile di Ragusa, guidata dal vicequestore aggiunto Antonia Ciavola. 

Bimba di 13 anni costretta a prostituirsi dalla madre

Gli atti sessuali ai quali la ragazzina era costretta a sottoporsi avvenivano in cambio di soldi e altre utilità. Gli uomini che hanno abusato della giovane avevano tra i 30 e i 90 anni, ed erano tutte persone che lavoravano negli stessi campi dove lavorava anche lei.

Secondo quanto ricostruito, gli atti sessuali venivano consumati subito dopo il turno di lavoro, in uno spazio di un casolare nei pressi dei campi, coperto da un lenzuolo. Il tutto avveniva sotto lo sguardo di diverse persone che non hanno mai denunciato; secondo quanto si legge su ADNKronos infatti: “Tutti sapevano che la piccola andava con i colleghi di lavoro ed invece di denunciare anche anonimamente si giravano dall’altra parte o peggio la cercavano per avere anche loro rapporti sessuali“.

Un ambiente degradato

Una situazione di degrado e abbandono, quella che ha portato la piccola ad avere rapporti con persone adulte; tanto la sua giovane mente era stata condizionata che per lei era una cosa perfettamente normale avere rapporti sessuali con uomini più grandi di lei.

Questo è quanto emerso dalle indagini e non solo; pare che la decisione della madre di concedere la figlia sia avvenuta perché le due non avevano neanche una casa in cui vivere: l’ha venduta per un tetto, una doccia, dei soldi, delle sigarette, una birra e la possibilità di utilizzare la casa al mare di uno degli uomini; un 61enne che in cambio chiedeva l’esclusiva sulla 13enne.

L’indagine della Squadra Mobile

La vicenda è arrivata sotto gli occhi degli inquirenti durante l’operazione Greenhouse, per combattere il caporalato.

Notando gli atteggiamenti strani della giovane si sono insospettiti e, a seguito di una breve indagine, è emersa la verità. Grazie a una delle intercettazioni, gli agenti della Squadra Mobile hanno scoperto che la 13enne era stufa e voleva smettere, così sono intervenuti.

Trasportata in un centro di supporto, la ragazzina ha raccontato quanto accadutole. Quattro uomini, due marocchini e due italiani, e la madre sono stati fermati per ordine della Procura distrettuale di Catania. Secondo quanto riferito, due degli uomini fermati erano in procinto di fuggire non appena venuti a conoscenza della denuncia della 13enne.

Plagiata al punto da credere che fosse tutto normale

Sempre secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la ragazzina era anche costretta dalla madre ad andare per locali e offrire prestazioni sessuali ad un uomo di 90 anni che era seguito dalla madre di lei come badante. Un racconto duro, un bagaglio così pesante per una giovane vita come quella di questa 13enne.

Sempre secondo quanto riferito da ADN, riferiscono gli inquirenti che: “La bambina è stata talmente tanto adultizzata da credere di poter avere rapporti sessuali con maggiorenni tanto che nelle ultime settimane aveva intessuto una relazione sentimentale con un marocchino di 30 anni”.