Luca Delfino scortato dagli agenti della penitenziaria

Luca Delfino, avrebbe ammesso di aver ucciso la ex fidanzata Luciana Biggi e un altro detenuto del carcere di Sollicciano al suo compagno di cella. In carcere dal 2009, con una condanna in rito abbreviato a 16 anni e 8 mesi di reclusione per l’omicidio dell’ex fidanzata e convivente Maria Antonietta Multari, chiamata da tutti Antonella, uccisa in pieno giorno davanti agli sgomenti dell’amica che si trovava con lei, Delfino avrebbe fatto richiesta dei permessi d’uscita.

Luca Delfino avrebbe confessato altri omicidi

Luca Delfino si sarebbe tradito da solo, confessando altri omicidi, il primo, quello relativo al caso della morte della ex fidanzata Luciana Biggi, per il quale non è mai stato condannato e quello di un detenuto; questo è quanto si legge in un articolo riportato oggi su La Stampa.

Le nuove prove sono emerse da alcune dichiarazioni rilasciate da uno dei compagni di cella di Delfino, durante un interrogatorio con i pm Gabiella Dotto e Francesca Rombolà.

Il resoconto del compagno di cella di Delfino

A riferire queste informazioni agli inquirenti è Fabricio Montiel, 28enne di origine ecuadoriana compagno di cella di Delfino nella prigione di Genova Pontedecimo. L’uomo ha raccontato, durante un interrogatorio avvenuto lo scorso giugno che Delfino si era invaghito di lui spingendolo addirittura ad accusarlo di stalking.

Montiel ha raccontato di come Delfino gli ha descritto la morte di un compagno di cella tunisino del carcere di Sollicciano perché questi lo tormentava. Delfino lo avrebbe ucciso prima stordendolo can delle medicine che il tunisino prendeva e poi soffocandolo con il gas e un sacchetto; infine, per celare l’atto, ha messo su la scena del suicidio.

Le parole sul caso Biggi

Sempre secondo il resoconto di Montiel, Delfino soleva raccontare le sue vicissitudini relative alle ex Biggi e Multari, spesso si confondeva quasi tradendosi confessando l’omicidio di Luciana Biggi.

Quando lui glielo faceva notare, Delfino tornava sui suoi passi e cambiava discorso. Inoltre pare che proprio durante queste lunghe chiacchierate, Delfino abbia fatto allusioni al fatto che anche altre persone avrebbero fatto una fine simile all’uomo ucciso nel carcere di Sollicciano.

L’inchiesta della procura di Firenze

Gli elementi emersi durante questo lungo interrogatorio sono stati trasmessi nel verbale alla procura di Firenze. A carico di Luca Delfino è stata aperta una nuova inchiesta dopo che dai registri del carcere è emersa la conferma che un tunisino si sarebbe suicidato proprio nel periodo descritto da Delfino nel suo resoconto.

Luca Delfino prossimo ad uscire dal carcere?

Nel 2009 era stato condannato con rito abbreviato a 16 anni e 8 mesi di reclusione; per lui la procura aveva richiesto l’ergastolo ma i giudici, riconoscendo la semi-infermità mentale hanno ridotto la pena, mantenendo però un margine di sicurezza, ovvero un quinquennio in una clinica psichiatrica non appena scontata la pena. Al momento della condanna in aula era presente la madre di Antonella Multari che è svenuta.

In lacrime uscendo dal tribunale ha continuato a ripetere i giornalisti: “16 anni e 8 mesi, questo è quanto vale la vita di mia figlia?” e poi “Lui non è pazzo, è molto furbo, sa come comportarsi”. La donna continuava a ripetere che Delfino non avrebbe mai scontato a pieno la sua pena e pare che sia proprio così, tra bonus e buona condotta sembrerebbe che Delfino abbia già fatto richiesta per i permessi di uscita.

Per il caso dell’omicidio Luciana Biggi, nonostante diverse prove circostanziali, la lite davanti alle telecamere nei pressi di Vico San Bernardo, gli atteggiamenti ambigui dello stesso Delfino, la quasi ammissione nei messaggi minatori ad Antonella Multari, quando le scrisse a mo di minaccia “Sai che giorno è oggi?” riferendosi all’anniversario della morte di Luciana Biggi, Delfino è stato assolto.

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