Ingresso del Centro Regionale S. Alessio di Roma

La storia di Emilia Fares è straordinaria, e parla di una ragazza che non si arrende mai nonostante le grandi prove della vita. Ha 15 anni e il suo è il ritratto di una studentessa modello, con la media del 9 presso il Liceo Russell della Capitale. Il suo racconto, ai microfoni del Messaggero, restituisce la dimensione grandiosa di una personalità proiettata costantemente verso nuovi orizzonti, e sfide sempre più importanti ed avvincenti. La malattia di cui soffre, che l’ha resa non vedente, le fu diagnosticata poco dopo la nascita e si chiama “Amaurosi congenita di Leber“. Nonostante questa battaglia, il suo genio si impone al mondo con indole determinata e sorprendente.

La malattia di Emilia

La media del 9 e uno strepitoso 10 in greco: è questo il bilancio stellare dell’anno scolastico di Emilia, studentessa 15enne dell’Istituto Russell di Roma. Oltre alla passione per la scuola tanti amici, il tifo per i giallorossi e l’amore per il teatro e lo sport.

Emilia non si è mai arresa al corso insidioso degli eventi, a quella diagnosi che è arrivata poco dopo la sua nascita. È affetta da una rara patologia genetica che colpisce la retina e comporta la totale cecità, nota come “Amaurosi congenita di Leber”.

Ma questo non le ha impedito di percorrere sentieri fatti di sogni e grandi traguardi.

Ai microfoni del Messaggero ha detto qual è il suo trucco per superare le difficoltà: “Il mio segreto? Non c’è un segreto, semplicemente sono così. Tosta di carattere“.

Ogni giorno una nuova sfida

A seguire il suo percorso è il Centro regionale S. Alessio – Margherita di Savoia per i Ciechi, che si occupa di attività a favore dell’inclusione di pazienti affetti da condizioni di cecità completa o ipovedenti.

Grazie al supporto costante, è riuscita a intraprendere una strada fatta di consapevolezza e maturità, conquistando la sua dose di autonomia a piccoli passi.

Riesce a muoversi senza particolari problemi in città, e si sta preparando al prossimo anno scolastico che la vedrà approdare in terza liceo con un curriculum da genio dei libri.

Emilia ha raccontato dell’esordio della sua passione per il greco, materia in cui il suo percorso di studi è eccellente: “L’ho scoperto grazie a un medico che mi leggeva le poesie in greco e poi le traduceva“. A scuola usa dei software che le permettono di imparare e stare al passo con i compagni, ed è stata eletta rappresentante di classe.

Niente la può fermare, e per tutti è un uragano di insegnamenti che permette di capire che la diversità non esiste, se non nei cuori di chi non conosce le cose.

*immagine in alto: fonte/Facebook Centro Regionale S. Alessio, dimensioni modificate