Spettacolo

Salvo Sottile e il rapporto con il padre: odiava il suo mestiere perché li allontanava

Salvo Sottile odiava il mestiere di suo padre perché gli impediva di stare insieme spesso ma ha finito col diventare anche lui un giornalista
salvo sottile

Salvo Sottile ha raccontato molto di sé a Eleonora Daniele nel salotto di Storie Italiane. Con il pretesto di presentare anche il suo nuovo libro Notte fonda, Salvo Sottile ha parlato della sua infanzia, del desiderio di vedere il mondo, del padre e di quella che è stata una figura fondamentale della sua infanzia, il nonno.

Il rapporto con il padre

Salvo Sottile ha odiato il mestiere di suo padre che, essendo un giornalista, non poteva dedicargli molto tempo. Il giornalista ha raccontato in trasmissione che ogni secondo trascorso insieme a lui quando era piccolo era davvero prezioso: “Mio papà faceva il cronista di nera, era uno che stava sempre con la busta dei gettoni in mano, correva da una parte all’altra per lavoro, spesso, lavorava di notte.

(…) Ogni secondo che mi dedicava era una conquista, un po’ ho odiato questo mestiere perché portava mio papà lontano da me, poi piano piano mi sono appassionato alle cose che faceva e sono andato a leggere i suoi articoli in biblioteca“.

Ma nel padre, Salvo Sottile, ha trovato una spalla, un complice, che è riuscito a sostenerlo nella sua carriera, specie agli esordi: “Con la sua esperienza di giornalista colto della carta stampata devo dirti che mi sono evitato una serie di guai nella vita grazie ai suoi consigli“.

L’importanza di suo nonno

Salvo Sottile ha raccontato di aver trascorso una parte importante della sua infanzia insieme al nonno che faceva il capostazione. Il giornalista ha raccontato che da piccolo vedere i treni che partivano ha fatto sorgere in lui il desiderio di andare via: “Sono cresciuto nella stazione di un piccolo paese in provincia di Palermo che si chiama Cefalù, vedevo moltissimi treni passare da quella stazione e imboccare una galleria e io sognavo di andare verso il nord, di andare via e mi chiedevo sempre cosa c’era fuori da quella galleria e mio nonno mi rispondeva: ‘C’è il continente’.

A me questa cosa del continente mi affascinava parecchio, quando ero piccolo“.

Il nonno di Salvo Sottile ha avuto un ruolo educativo fondamentale nella vita del giornalista, in primis, perché gli ha trasmesso i valori più importanti come l’amore verso la famiglia e l’affetto sincero, poi perché è stato grazie a lui che da piccolo ha sviluppato questa grande curiosità per “l’altrove”.

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