La cacciatrice Tess Talley davanti alla giraffa nera uccisa

Nel 2018 la sua immagine sorridente, fucile sottobraccio e un esemplare di giraffa nera appena ucciso, ha fatto il giro del mondo destando un’ondata di polemiche. Nessuna ‘redenzione’ per la cacciatrice Tess Thompson Talley, che si era già detta fiera della sua impresa e ha ribadito: “Ne sono orgogliosa“. La sua intervista ai microfoni della Cbs ha scatenato un nuovo polverone e ha incorniciato la sua condotta in un quadro di critiche e proteste.

Uccise una giraffa nera: Tess Talley fa ancora discutere

Non si arresta il ‘fenomeno Tess Talley’ cacciatrice statunitense balzata agli onori delle cronache per i suoi controversi scatti con gli animali uccisi. Una di queste foto, in particolare, nel 2018 ha scatenato il caos: la donna appare sorridente davanti a un esemplare di giraffa nera appena ucciso in Sudafrica durante uno dei suoi tanti safari.

Quell’impresa, già sufficiente a surriscaldare per mesi gli animi di mezzo mondo, è stata sigillata con un post su Facebook nel quale Talley si vantava di quanto appena compiuto: “Le mie preghiere sono state ascoltate, il sogno di una vita è diventato realtà oggi. Ho visto questo raro esemplare di giraffa nera, l’ho seguito per un po’. Lo sapevo che sarebbe stata la volta buona. Ha più di 18 anni“.

Un anno dopo la bufera mediatica, nel 2019, si torna a parlare dell’inarrestabile cacciatrice. A darne occasione è lei stessa, con un’intervista rilasciata alla Cbs in cui ribadisce la sua posizione sul caso.

Le foto sono una tradizione che i cacciatori fanno da molto prima dei social network. Sono stata sorpresa dalla folle reazione delle persone che si sono presentate sul mio posto di lavoro chiedendo al mio capo di licenziarmi”.

La cacciatrice non demorde: “Sono orgogliosa”

Non un millimetro indietro rispetto a quanto già detto a margine dello scandalo che l’ha travolta: Tess Talley non demorde e ripete a tutti di andare fiera delle sue ‘gesta’. “Sono orgogliosa di quello che faccio e continuerò a cacciare, è un hobby che amo e non voglio rinunciare“.

La donna ha anche parlato delle sue sensazioni durante la caccia: “Tutti pensano che la parte più semplice sia quella di premere il grilletto, ma non è così. Questa è la parte più difficile, perché rispetto l’animale e perché in quel momento so cosa sta succedendo“.



In sua difesa ha dichiarato di aver sempre agito nell’ambito di un programma di controllo demografico della fauna selvatica, scongiurando ogni rischio sull’abbattimento di animali a rischio estinzione.

Nessun rimorso, nessun rimpianto: “Faccio quello che amo”. Ma questo non basta a spegnere il fuoco delle polemiche. In Sudafrica, animali come bufali, leoni, elefanti sono nel mirino di intense attività di caccia che gravitano intorno a un’industria (e a una galassia di illeciti) che, secondo una stima della Bbc, movimenterebbe qualcosa come 2 miliardi di dollari all’anno.

I safari per cacciatori arrivano a costare oltre i 50mila dollari a persona, e il turismo venatorio è un fenomeno le cui radici, spesso, sono sommerse e difficili da intercettare. Il prezzo è correlato al ‘trofeo’, quindi variabile a seconda della specie oggetto della battuta di caccia.

*immagine in alto: fonte/Facebook Tess Talley, dimensioni modificate