Carabinieri

Ieri, 11 giugno, due contadini che stavano lavorando in un terreno tra Ventimiglia di Sicilia e Trabia hanno rivenuto delle ossa umane. I carabinieri e i vigili del fuoco sono all’opera per scoprire a chi appartengano i resti, anche se già c’è un’ipotesi: potrebbe trattarsi di Santo Alario. L’uomo era scomparso nel febbraio dello scorso anno.

Il ritrovamento delle ossa

Una macabra scoperta quella fatta ieri da due contadini nel territorio di Caccamo, in provincia di Palermo. Si legge su La Repubblica Palermo che i due uomini stavano lavorando in una zona a ridosso della diga di Rosamarina, al chilometro 17 della provinciale numero 6 che collega Trabia a Ventimiglia di Sicilia. Non appena si sono accorti delle ossa che fuoriuscivano dal terreno hanno immediatamente avvertito le forze dell’ordine. Giunti sul luogo, i carabinieri della compagnia di Termini Imerese e i vigili del fuoco hanno appurato che si trattava di resti umani: parte di un cranio, denti, frammenti di un braccio e di una gamba giacevano abbandonati o, più probabilmente, nascosti sotto terra.

Gli scavi e l’esame del Dna

Sul posto sono arrivati anche gli uomini del genio militare e i sommozzatori per effettuare ulteriori scavi e ricerche al fine di trovare le parti che ancora mancano dal corpo. L’area è stata transennata e sono ancora in corso le operazioni per setacciare il luogo a caccia di indizi. Gli inquirenti, coordinati da Eugenio Faletra, procuratore di Termini Imerese, stanno cercando di risalire all’identità del cadavere. Potrebbe trattarsi di Santo Alario, un uomo scomparso il 7 febbraio 2018. Per averne la certezza si dovrà attendere il risultato dell’esame del Dna, che sarà effettuato in questi giorni dai Ris di Messina.

Santo Alario. Immagine: Chi l'ha visto?/Facebook
Santo Alario. Immagine: Chi l’ha visto?/Facebook

La scomparsa di Santo Alario

L’uomo, un 42enne originario di Villabate, era scomparso nel febbraio dello scorso anno. Santo Alario era partito il 7 febbraio da Capaci verso Ventimiglia di Sicilia insieme all’amico Giovanni Guzzardo. Erano scomparsi entrambi, di loro non vi erano più tracce. Si pensò, inizialmente, a un allontanamento volontario; anche se, come fa presente la trasmissione Chi l’ha visto?, durante il tragitto Alario aveva inviato alla compagna alcuni video dei luoghi in cui si trovavano. Il mistero è stato parzialmente risolto quando Guzzardo, latitante per tre mesi, è stato arrestato in un casolare abbandonato nelle campagne di Montemaggiore Belsito. L’uomo è accusato dalla Procura di Termini Imerese di omicidio e occultamento di cadavere.

Santo Alario e Giovanni Guzzardo. Immagine: Chi l'ha visto?/Facebook
Santo Alario e Giovanni Guzzardo. Immagine: Chi l’ha visto?/Facebook

Un altro indizio che fa pensare che i resti appartengano a Santo Alario è che la macchina sulla quale viaggiavano i due, una Fiata Panda, fu ritrovata proprio vicino alla diga di Rosamarina. Molti sono, però, i quesiti degli inquirenti, riguardo la sparizione del 42enne, per i quali non vi è ancora una risposta, dovuti anche al fatto che l’indagato non ha mai confessato nulla. Guzzardo era proprietario di un bar a Capaci, che aveva aperto grazie a un finanziamento bancario. Chi l’ha visto? sottolinea come il movente dell’omicidio potrebbe essere da ricercare in questioni economiche legate al locale, ma le indagini dovranno chiarirlo. Inoltre, gli agenti stanno cercando di capire se l’uomo, che attualmente si trova in carcere ed è stato rinviato a giudizio per l’assassinio dell’amico, ha avuto dei complici, se qualcuno l’ha aiutato nella fuga.