Il falco Adela nel vaso scelto come nido urbano

“Qualcuno ha un canarino, qualcuno un pappagallo… e noi abbiamo… Adela”. Recita così un post pubblicato su Facebook da Judita Zajtkova. La giovane donna, che abita al piano alto di un appartamento di Praga, una mattina ha trovato qualcosa di veramente strano fuori dalla sua finestra del salotto. In un vaso si era accomodato un falco.

Un vaso chiamato casa

A Judita è apparso subito chiaro che il rapace non avesse alcuna intenzione di lasciare il suo nuovo rifugio. Così ha iniziato ad avvicinarsi e a dargli da mangiare. Dopo qualche giorno la sorpresa. Diverse piccole uova sono apparse nel nido urbano.

L’ospite era una femmina in dolce attesa. A questo punto l’affetto e la curiosità di Judita aumentano tanto da decidere di ribattezzare l’uccello Adela così come si conviene ad ogni animale da compagnia.

Nella notte tra il 3 e il 4 giugno scorso le uova si sono schiuse e su Facebook un dolcissimo post documenta il lieto evento con queste parole: “La famiglia è ora completa”. La cronaca delle vicende di Adela e i suoi piccoli continua sulle pagine social di Judita. Il 7 giugno purtroppo è stato annunciato il decesso di uno dei piccoli, un evento piuttosto normale in natura, ma sempre difficile da vivere e raccontare quando vissuto così da vicino.

Il falco pellegrino va in città

Capita sempre più spesso che rapaci selvatici vengano avvistati nelle città. Un evento che fino a qualche anno fa era considerato eccezionale ormai sta diventando prassi, portando con sé anche qualche disagio. I rapaci sono carnivori e il falco pellegrino in particolare è esclusivamente ornitofago, si ciba cioè esclusivamente di insetti.

Con l’utilizzo massiccio del DDT in agricoltura, a partire dagli anni ’60, hanno rischiato di estinguersi. I pochi esemplari sopravvissuti si sono adattati alle nuove condizioni, hanno migrato verso i grandi centri urbani imparando a cibarsi di piccioni ed altri piccoli uccelli.

Tetti, anfratti e ripetitori ospitano ora i nidi rimpiazzando le pareti rocciose.

Falco alla finestra che accetta cibo da un essere umano
Adela che si lascia “imboccare” da Judita. Fonte/ Facebook Judita Zajtkova (dimensioni modificate)

Nel 2017 a Londra era scattato un vero e proprio allarme a causa di un’invasione di falchi pellegrini. Il Guardian aveva raccontato di come questi animali si fossero impadroniti dei cieli della metropoli sfrecciando ad oltre 300 km orari e cacciando piccioni, gabbiani e uccelli migratori. Non solo: i falchi avevano iniziato a nidificare anche su tralicci e ripetitori con buona pace delle compagnie telefoniche.

Per quale motivo? In Inghilterra una legge del 1981, il Wildlife and Countryside Act, stabilisce il divieto di importunare in qualsiasi modo gli uccelli impegnati nella nidificazione. Storie come quelle di Judita e Adela suscitano inevitabilmente e giustamente tenerezza ma dovrebbero farci riflettere sul modo in cui l’uomo dispone indiscriminatamente dell’ambiente. Quanti equilibri naturali dovranno ancora saltare prima di iniziare ad avere un comportamento più responsabile?

*Immagine in evidenza: Il falco Adela. Fonte/Facebook Judita Zajtkova (dimensioni modificate)