In un periodo come quello attuale, segnato dai cambiamenti climatici, in cui non si può fare affidamento sul naturale susseguirsi delle stagioni; dove quando fa freddo invece è caldo e viceversa, a farne le spese non sono solo le colture che gli agricoltori trovano difficili da portare avanti, ci sono anche alcune specie animali insospettabili che invece stanno diventando via via sempre più a rischio estinzione.

Si tratta degli stambecchi, simpatici abitanti del parco naturale del Gran Paradiso. Secondo quanto riportato in uno studio scientifico, riportato in una rivista di settore, la Scientific Reports, gli stambecchi sono a rischio a causa del troppo caldo.

Lo studio è stato avviato nel 2010 e dal 2011 ha visto come protagonisti gli stambecchi del lato valdostano del Gran Paradiso, in Valsavarenche.

Cambiamenti climatici: stambecchi a rischio

Secondo quanto si legge sul report, condotto dalla biologa lombarda Fracensca Brivio per conto dell’Università di Sassari- dipartimento di veterinaria, l’aumento delle temperature globali a ritmi elevati mai visti prima posso portare ad un’alterazione di pressione nelle zone in cui vivono determinate specie. Nel caso specifico degli stambecchi del Gran Paradiso, questo porta come conseguenza a cambiamenti di dinamiche demografiche.

Come? L’aumento delle temperature porta ad un cambiamento nell’atteggiamento degli animali che, essendo abituati a climi più freschi, tenderanno a ricercarli salendo più in alto nella montagna.

Questo avviene per una semplice reazione fisiologica della termoregolazione, ovvero il fatto che il corpo dell’animale non è più in grado di autoregolarsi con la temperatura. Ecco quindi perché l’animale in questione, lo stambecco, cercherà refrigerio in ambienti diversi.

Un prospetto allarmante

Secondo quanto raccontato dalla stessa Francesca Brivio a La Stampa, questo progetto, che vede anche un confronto con dei prospetti climatici, prevede un rischio per la specie degli stambecchi da qui a 80 anni. Entro questo lasso di tempo il loro habitat sarà ridotto ad un terzo perché gli animali saranno costretti a salire sempre più in alto in zone in cui il cibo scarseggia.

Lo stambecco non tollera i climi caldi” spiega Brivio, “tra le sue varie caratteristiche in questo senso, c’è il fatto che non ha ghiandole sudoripare. Inoltre abbiamo constatato che come lo stambecco prediliga il fresco alla qualità del pascolo e questo va a discapito dell’alimentazione”, se l’emergenza climatica dovesse continuare invece che stabilizzarsi, lo stambecco, secondo i vari modelli sviluppati tenderà a salire sempre più in alto, entrando anche in contrasto con altre specie animali.

Credits immagine in alto: The Social Post