Cimitero Misericordia

Il 29 giugno prossimo ricorreranno dieci anni dalla terribile strage di Viareggio nella quale morirono 32 persone. E, proprio in questi giorni di tristi ricordi e dolore, arriva una notizia che fa ancora più male. Dalle tombe di tre dei bimbi che persero la vita quella sera sono stati trafugati dei giocattoli che i parenti avevano lasciato in loro memoria.

L’associazione “Il Mondo che vorrei”

Il 29 giugno 2009 a Viareggio un fulmine ha squarciato per sempre le vite di 32 persone e dei loro cari. Una tragedia impossibile da cancellare. Nella strage ferroviaria Marco Piagentini perse la moglie Stefania e due dei tre figli, Luca di 4 anni e Lorenzo, di appena 17 mesi.

Un colpo troppo duro dal quale riprendersi, eppure, il signor Piagentini è una persona forte e lo dimostra il fatto che sia il presidente di un’associazione, attivissima, che riunisce i familiari delle vittime del disastro. Il Mondo che vorrei organizza ogni anno tornei, spettacoli teatrali, eventi sportivi, sopratutto dal 29 maggio al 29 giugno, nel “Mese della memoria“. Per non dimenticare, per ricordare e provare ad andare avanti tutti insieme.

Sul furto al cimitero

All’interno del cimitero della Misericordia della città toscana si trova un sacrario dedicato alle vittime della strage ferroviaria.

Nella notte fra mercoledì e giovedì scorso ladri ignoti hanno rubato dei giocattoli che si trovavano sulle tombe del sacrario. Sulle tombe di Luca e Lorenzo, i figli di Marco Piagentini, c’erano due modellini di moto di plastica ancora avvolti nella loro confezione. Su quella di Federico Battistini, un’altra giovane vittima del disastro, c’era un pallone da calcio. Un furto dal valore economico inesistente ma che colpisce dritto al cuore dei familiari, proprio a pochi giorni dal decennale dell’incidente. Il signor Piagentini ha detto al Corriere Fiorentino: “Alla miseria umana non c’è mai fine“, e ha continuato: “Purtroppo certa gente non si rende neppure conto delle azioni che compie e del loro significato“.

Il presidente de Il Mondo che vorrei ha spiegato che parlerà con i responsabili del cimitero e presenterà una denuncia affinché “rimanga una traccia di questo grave episodio“.

Resta l’amarezza ma non la rassegnazione

Piagentini ha spiegato che non è la prima volta che accade una cosa del genere. Lo scorso aprile dalla tomba di sua moglie, Stefania Maccioni, erano state rubate delle piante. Molta è l’amarezza per atti così vigliacchi: “In questi anni abbiamo dovuto sopportare sfregi e vandalismi di ogni genere. Anche all’interno della Casina dei ricordi di via Ponchielli sono entrati più volte dei vandali, nonostante non ci fosse niente di prezioso da rubare, se non oggetti a noi cari“, ha spiegato Piagentini al Corriere Fiorentino, e ha poi aggiunto: “Da quando abbiamo installato le telecamere di videosorveglianza per fortuna la situazione è un po’ migliorata“.

Nonostante il dispiacere, come è stato anche nel caso degli oggetti rubati alle vittime del terremoto del Molise, anche in questo non ci si deve rassegnare. Infatti Marco Piagentini ha concluso: “Non è la prima volta che le tombe dei nostri cari vengono profanate, ma non dobbiamo né vogliamo rassegnarci a tutto questo”.