Nonno Domenico

Domenico Di Bartolomeo ha 83 anni e in questi giorni sta affrontando gli esami di terza media in Puglia. Alla sua età ha deciso di rimettersi in gioco e conquistare quel diploma che da piccolo non aveva potuto conseguire. Il motivo per il quale lo sta facendo è tenerissimo: poter leggere le favole ai suoi nipotini. La sua storia ricorda quella di Nonno Felicino di Arbus, in Sardegna, il quale, proprio oggi ha sostenuto l’esame orale all’Istituto comprensivo statale “Pietro Leo” ed è riuscito a ottenere la licenza media a 98 anni.

L’intervista a Domenico

Su La Repubblica Bari si legge che nonno Domenico è arrivato al Cpia 1 di Corato, una cittadina in provincia di Bari, perché, ha ammesso: “Non mi andava di passare tutte le sere a giocare a carte con gli amici, ecco perché ho cominciato a studiare, quasi come un capriccio“.

Durante in mesi però ha deciso di continuare a studiare: “Poi mi sono affezionato alla classe e alle insegnanti, che si sono dimostrate davvero comprensive“. Quando si è iscritto ai corsi, il signor Di Bartolomeo aveva solo la licenza elementare e un passato da autista e da manovale, con un’esperienza lavorativa anche in Germania.

Tutti i pomeriggi per un anno, dal lunedì al venerdì, Domenico e i suoi compagni di classe hanno studiato matematica, italiano, scienze, francese e tecnologia.

Sto già affrontando qualche acciacco per l’età non voglio che ceda anche il cervello, voglio tenerlo in funzione e sempre in allenamento“, ha detto l’83enne. Il quale ha poi ammesso di essersi rivolto all’istituto, che ha la propria sede centrale nel capoluogo pugliese e altre sedi distaccate a Corato, Terlizzi, Bitonto e Molfetta, per poter leggere con i suoi nipotini le favole della buonanotte: “Capita la sera che leggiamo insieme delle storie. E mi piace l’idea che ora siano orgogliosi di me e dei miei miglioramenti“.

Una scuola che accoglie tutti

L’ultima volta che nonno Domenico si era seduto tra i banchi risale a moltissimi anni fa. Il pensionato ha ricordato: “All’epoca si stava in quattro in un banco e si usava il calamaio al posto delle penne“. Adesso la scuola si è molto modernizzata, chiaramente, e il signor Di Bartolomeo vuole stare al passo con i tempi anche per comprendere meglio i quattro nipoti: “I bimbi di oggi sono tutti peperini e io non voglio essere da meno“, poi ha concluso timido ma soddisfatto dei propri risultati: “Sono orgoglioso di sentirmi dire che sto migliorando nella pronuncia e coi verbi: non sarò diventato un professionista, ma almeno ora mi difendo“.

L’istituto frequentato da Domenico, il Cpia 1 di Corato, è una scuola che accoglie tutti, anziani, giovani, italiani e stranieri, senza distinzione. Alla base delle buone pratiche scolastiche del Cpia 1 non c’è solo l’idea di alfabetizzare gli studenti adulti, ma anche di promuovere la loro crescita in campo personale, culturale e sociale. E il proposito viene mandato avanti organizzando corsi di integrazione linguistica e sociale. Quest’anno, ha spiegato in un post su Facebook una delle docenti, Maria Pansini, oltre a nonno Domenico stanno sostenendo gli esami di licenza media molti studenti con percorsi ed esperienze di vita differenti.

Le storie degli studenti

C’è Pepejean della Costa d’Avorio che si è distinto su tutti per preparazione e serietà, c’è Eduard che sa scrivere con ironia, c’è Aldo che ha 17 anni e ha scritto un tema simpatico descrivendo sua madre e Arcangela che ha scritto una toccante lettera a suo nonno che non c’è più“, ha scritto la professoressa. L’insegnante ha aggiunto: “Ci sono Anna, Mario, Savino, Maria e Filippo che da genitori si sono messi in gioco ad una età non semplice per tornare tra i banchi di scuola, Maria che è tornata dopo tanti anni dal Venezuela e ci ha parlato della sua sfortunata terra d’adozione“. E ancora: “Donason e Abdul se la sono cavata con un italiano ancora incerto ma con l’impegno di chi vuole migliorare, Vincenzo è venuto a scuola con le mani screpolate dal duro lavoro in campagna, Tommaso arrivava dopo il turno in fabbrica, Giuseppe e Raffaele ora sperano in un lavoro migliore, più stabile“. Infine, la professoressa ha voluto anche sottolineare una nota negativa: “La sola nota stonata è stata non poter ammettere agli esami Yaya, purtroppo aveva il permesso di soggiorno scaduto…“, ma in ogni caso: “La nostra scuola ha un sacco di limiti ma una cosa la rende speciale: tutti sono i benvenuti!“.

Immagine in evidenza: Il signor Domenico Di Bartolomeo agli esami di terza media. Fonte: CPIA1 BARI/Facebook