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Sono ormai quasi 15 giorni che la Sea Watch 3 si trova al largo dell’isola di Lampedusa da 13 giorni con 42 migranti a bordo. Ora però è entrata per la prima volta in acque italiane.

La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo

Carola Rackete, comandante della nave, ha fatto rotta verso l’isola di Lampedusa entrando quindi in acque italiane. “Basta, entriamo. Non per provocazione ma per necessità, per responsabilità“, si legge sulla pagina ufficiale della Sea-Watch. Ieri sera era arrivata la decisione europea in merito al loro sbarco: “Questa mattina abbiamo comunicato ai naufraghi la decisone della Corte di rigettare il ricorso.

Sono disperati. Si sentono abbandonati. Ci hanno detto che la vivono come una negazione, da parte dell’Europa, dei loro diritti umani“, rivelava in un tweet di Sea Watch Italy.

Il nostro vicepremier Matteo Salvini aveva commentato così la decisione di ieri: “La Sea Watch in Italia non ci arriva. Possono stare lì fino a Natale“.

La decisione di entrare in acque italiane si aspettava già da qualche ora. Qualche ora fa sul profilo Facebook della Ong Sea Watch si leggeva: “Se il nostro capitano Carola segue la legge del mare, che le chiede di portare le persone salvate sul #seawatch3 in un porto sicuro, potrebbe affrontare pesanti condanne in Italia.

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La replica di Salvini

L’immigrazione non può essere gestita da navi fuorilegge: siamo pronti a bloccare qualunque tipo di illegalità. Chi sbaglia, paga. P.S. L’Europa?Assente, come sempre“, ha scritto Salvini su Twitter chiarendo come sempre la sua opinione.

AGGIORNAMENTO DELLE 16.52 – La Sea Watch è di fronte al porto di Lampedusa dove sono schierati i carabinieri.

Fonte immagini in alto: Ansa