uomo che fuma una sigaretta elettronica

Sigarette elettroniche al bando a San Francisco, una delle città più importanti al mondo in cui ricade anche uno dei colossi dell’industria delle e-cigarette. Si tratta del primo provvedimento di questo tipo negli Stati Uniti, e il divieto di vendita è esteso anche al commercio online. La decisione è arrivata dal consiglio comunale, che ha approvato l’ordinanza in seconda lettura. Nei prossimi giorni è attesa la firma del sindaco, London Breed, e nei 7 mesi successivi scatterà l’entrata in vigore (salvo ricorsi).

Sigarette elettroniche al bando

Stop alla distribuzione di sigarette elettroniche su tutto il territorio di San Francisco, prima città americana a dotarsi di un simile divieto. L’ordinanza, approvata all’unanimità dal consiglio comunale e in attesa di firma del sindaco Breed, entrerà in vigore tra 7 mesi (salvo eventuali ricorsi).

La vendita delle e-cigarette sarà vietata sia al dettaglio che online, e riguarda tutti i prodotti per vaporizzare la nicotina. La decisione deriva dalla necessità di limitarne l’uso tra i giovanissimi (che sarebbe in costante aumento) e arginare così gli effetti nocivi sulla salute di cui ha parlato anche uno studio della New York University.

Trema uno dei colossi delle e-cigarette

La città californiana ospita il quartier generale di uno dei colossi più potenti dell’industria delle e-cigarette: Juul Labs. Si tratta di uno dei più grandi produttori del settore, nel vortice di un dibattito politico e sociale lungo ormai anni e che ora inizia a tremare sotto l’ombra della svolta.

Dai vertici dell’azienda è arrivata una prima, tiepida risposta alla novità legislativa che si appresta a concretizzarsi con la firma del sindaco (che ha 10 giorni di tempo per vararla dopo l’ok del consiglio). Secondo quanto riferito alla Bbc da Ted Kwong, portavoce della Juul, questa inversione di rotta potrebbe aprire a inquietanti scenari che affondano le radici nel mercato nero dei prodotti per fumatori.

Occhi puntati sul ‘paradosso’ di San Francisco

Negli Stati Uniti, in particolare a San Francisco, la voce del movimento critico al fenomeno dello ‘svapo’ è più forte che altrove. I recenti studi sull’impatto delle sigarette elettroniche sulla salute conforterebbero la posizione dei detrattori dell’industria per cui, nel solo territorio della California, si producono guadagni stratosferici.

Il sensibile aumento di giovani consumatori ha spinto verso l’orizzonte del divieto assoluto, anche se non mancano perplessità sulla bontà della nuova norma. Secondo alcuni, infatti, mettere al bando le e-cigarette comporterebbe l’avvicinamento dei ragazzi al fumo delle classiche bionde, oltre che maggiori difficoltà a smettere di fumarle grazie a metodi ‘alternativi’.

C’è poi una frangia di osservatori che punta il dito sul presunto ‘paradosso’ di San Francisco, secondo cui ci sarebbe una presa di posizione più dura in materia di svapo piuttosto che per il consumo di marijuana (la cui incidenza, secondo il San Francisco Chronicle, avrebbe toccato livelli preoccupanti).

Oltre a questo, alcuni sottolineano l’eccesso di rigidità contro un settore per cui non sarebbero ancora scientificamente chiari gli effetti sulla salute. Sempre dal colosso Juul un altro appunto critico: “I prodotti tradizionali del tabacco rimarranno immuni a questa legge, anche se uccidono 40.000 californiani ogni anno“.