Cronaca

Omicidio Perinelli: il Tribunale di Napoli ha emesso la sentenza

Il tribunale di Napoli ha emesso la sentenza a carico di Alfredo Galasso, il 31enne reo confesso di aver ucciso il 22enne Raffaele Perinelli con una coltellata al cuore
raffaele perinelli ucciso da una coltellata al cuore

Erano i primi giorni di ottobre 2018 quando nel quartiere Miano, zona Napoli Nord il 31enne Alfredo Galasso ha ucciso un ragazzo di 10 anni più giovane, Raffaele Perinelli, a seguito di una lite. Galasso si era poi costituito volontariamente ai Carabinieri di Casoria. Oggi la sentenza emessa dal Tribunale di Napoli.

Omicidio Raffaele Perinelli: arriva la condanna

Il Tribunale di Napoli ha decretato oggi una condanna a 17 anni di reclusione per Alfredo Galasso, per l’omicidio del giovane calciatore 22enne Raffaele Perinelli.

Secondo quanto ricostruito fino al processo, Galasso avrete colpito al petto Perinelli con un coltello come vendetta per una lite avvenuta pochi giorni prima. Il pm aveva chiesto 30 anni per Galasso, il processo si è celebrato con rito abbreviato.

La lite in discoteca e l’omicidio

Raffaele Perinelli è morto lo scorso 8 ottobre, 8 giorni prima una lite con il 31enne e venditore ambulante Alfredo Galasso; i due erano quasi venuti alle mani in discoteca. Pero 8 giorni Galasso ha girato con un coltello, alla fine i due si sono reicontrati e la lite è scattata di nuovo.

Parole grosse prima e poi sono venuti alle mani, Galasso allora ha estratto il coltello e ha colpito al cuore il 22enne uccidendolo.

Nemmeno 24 ore dopo lo stesso autore dell’omicidio si è presentato presso la stazione dei Carabinieri di Casoria, confessando l’omicidio. Il motivo che lo ha spinto a farlo, a detta proprio dello stesso reo confesso, era la paura di ripercussioni.

Galasso è stato accusato di omicidio volontario con l’aggravante dei futili motivi, ma è rimasto collaborativo per tutta la durata delle indagini.

Chi era Raffaele Perinelli

Raffaele Perinelli, una vita spezzata a 22 anni per una coltellata al cuore.

Un giovane dai tanti sogni e dalla vita semplice fatta di un lavoro in una ditta di pulizie e la passione per il calcio. Il ragazzo infatti giocava da semiprofessionista in una squadra della serie D campana.

Solare, rispettoso, sempre pronto a rimboccarsi le maniche nonostante una vita difficile; Perinelli infatti era figlio di un camorrista ucciso nel 2003 durante le guerre di Camorra. Una strada che non aveva scelto optando invece per una vita diversa però finita a 22 anni.

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