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A 104 anni operata per la frattura al femore: nonna Elena torna a camminare

Pubblicato: 04/07/2019 16:48

Nonna Elena ha riportato la frattura del femore nella sua abitazione, a Barbariga di Vigonza, nel Padovano. La sua è una storia particolare con un lieto fine dopo l’intervento chirurgico: operata a 104 anni, torna a camminare. È un successo degno di nota, raggiunto grazie al lavoro dell’equipe di Ortopedia e Traumatologia dell’ospedale Sant’Antonio di Padova. L’ultracentenaria si è rimessa in piedi e ha stupito tutti con la sua energia.

Operata al femore a 104 anni

Ormai per tutti è ‘nonna Elena’, e dall’alto dei suoi 104 anni si è ripresa la quotidianità a cui non ha mai voluto rinunciare. La tenacia sembra essere dalla sua parte, ma un ruolo chiave lo ha giocato l’equipe di Ortopedia e Traumatologia del Sant’Antonio di Padova, diretta in sala operatoria dal dottor Enrico Sartorello.

L’anziana è stata sottoposta a un intervento della durata di 40 minuti, per rimediare alla frattura del femore che aveva riportato nella sua casa di Barbariga di Vigonza. Ha spento le sue 104 candeline il 4 gennaio scorso, e l’incidente domestico l’ha costretta all’operazione e alla riabilitazione.

Nonna Elena torna a camminare

Il dato entusiasmante in tutta questa vicenda, oltre al successo ottenuto su un paziente ultracentenario come nonna Elena, è che lei è tornata a camminare. Alla sua età, infatti, il rischio di complicanze è molto più alto, nonostante l’intervento rientri tra quelli di routine.

Per il nosocomio padovano si tratta della paziente più anziana ad aver subito l’operazione (che è stata eseguita con anestesia spinale). Nonna Elena è entrata in sala operatoria entro 48 ore dalla frattura, e questo ha garantito maggiori margini di riuscita. Intervenire tempestivamente aumenta la possibilità di un pieno recupero della mobilità, e l’anziana ne ha dato prova lampante.

Nel 2018 un’altra storia simile ma a Taranto, dove una donna di 104 anni è stata operata al femore dopo una caduta e si è ripresa poco dopo. Il suo segreto? Due birre al giorno, oltre al lavoro straordinario dei medici.

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