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Manca il farmaco antitumorale: i pazienti rischiano di restare senza trattamento

Pubblicato: 05/07/2019 11:01

È allarme all’ospedale Careggi di Firenze, dove l’esaurimento delle scorte di un farmaco antitumorale, la mitomicina, potrebbe portare 25 pazienti a restare senza trattamento. La situazione è stata resa nota dal governatore della Toscana, Enrico Rossi, che ha lanciato un appello alle istituzioni. Secondo quanto dichiarato, la criticità potrebbe interessare presto anche Pisa, andando ad ampliare il numero di malati con copertura terapeutica a rischio. Dalla Regione il tentativo di reperire il medicinale all’estero.

Esaurite le scorte di mitomicina

Al Careggi di Firenze, uno dei più importanti ospedali italiani, le scorte di mitomicina sarebbero finite. Si tratta di un farmaco per il trattamento del tumore alla vescica la cui carenza rischia di compromettere il percorso terapeutico di decine di pazienti. Per 25 di questi – secondo quanto riportato dal governatore della Toscana, Enrico Rossi – il rischio di restare senza cure oncologiche sarebbe altissimo e la crisi potrebbe estendersi anche a Pisa.

È inaccettabile – scrive Rossi su Facebook – che in un ospedale pubblico manchino farmaci per le cure oncologiche, a causa della mancata programmazione dello Stato e con il sospetto di giochi speculativi da parte delle aziende farmaceutiche. Careggi ha esaurito le scorte di mitomicina e 25 persone rischiano di restare senza trattamento antitumorale. Presto le scorte finiranno anche a Pisa“.

Caccia al farmaco antitumorale

E il governatore Rossi ha parlato di vera e propria “caccia al farmaco in tutta Europa“, e all’orizzonte ci sarebbe un esposto in Procura per “verificare se la salute dei cittadini è stata messa a rischio per ragioni speculative“.

L’appello è chiaro ed è stato puntualizzato anche durante una conferenza stampa con Stefania Saccardi, assessore alla Salute, e Rocco Damone, direttore dell’Aou di Careggi.

Non ci possono essere interruzioni di somministrazioni di farmaci che riguardano una malattia cosi grave. Lo Stato deve intervenire, garantire che i farmaci essenziali si trovino“.

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