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Umiliazioni, botte e pizzichi ad anziani degenti dell’ospedale Santo Spirito di Cortemilia, provincia di Cuneo. Sono queste le accuse per 3 operatori socio-sanitari del presidio ospedaliero, dopo che i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno provato i maltrattamenti grazie a telecamere nascoste. L’inchiesta è partita dopo al denuncia della direttrice della struttura, accortasi dei lividi dei pazienti, secondo le fonti locali terrorizzati per le violenze fisiche e psicologiche subite.

Violenze contro gli anziani degenti nell’ospedale Santo Spirito

Le accuse per 3 persone sono di maltrattamenti continuati e lesioni aggravate. Per l’uomo, di 58 anni, è scattato il divieto di dimora nel comune di Cortemilia, dove le due donne di 53 e 47 anni, di origine romena, hanno invece l’obbligo di dimora.

Sono queste le misure cautelari decise dal gip del Tribunale di Asti dopo i maltrattamenti venuti alla luce ai danni dei pazienti dell’ospedale Santo Spirito, tutti tra i 78 e i 98 anni.

Gli anziani, come si vede nel video, non potevano reagire alle prepotenze degli operatori sanitari, che li sottoponevano a vessazioni fisiche come spintoni, pizzichi e percosse. La violenza era anche psicologica, con gli anziani che non ricevevano le cure necessarie e che vivevano in uno stato di paura costante.

La denuncia da parte della direttrice

Le indagini dei Carabinieri sono scattate dopo che la stessa titolare dell’ospedale, facente parte della cooperativa che lo gestisce, si è insospettita per i lividi presenti sul corpo dei pazienti. I colleghi hanno riportato del comportamento sospetto dei 3 e delle continue “cadute” che usavano come scusa per giustificare i segni delle violenze.

Gli accusati sarebbero stati precedentemente dipendenti del Santo Spirito, ha dichiarato il presidente della cooperativa Paolo Petrucci a La Voce di Alba: “Purtroppo siamo incappati in una situazione drammatica e dolorosa. La serietà è la nostra prerogativa.

Siamo i primi a essere sconvolti“. Secondo quanto riporta il giornale, la direttrice, accortasi che qualcosa non andava, avrebbe avviato corsi per formare i dipendenti, ma il clima di paura continuava ad aleggiare tra gli ospiti del presidio, di cui ora si conoscono le motivazioni.