Avrebbe compiuto 18 anni il prossimo 20 luglio, ma la giovane Sara non ce l’ha fatta. Ci ha lasciati nei giorni scorsi a causa della grave malattia contro la quale combatteva da anni. 

Una storia di passione e tenacia

Sara Tramonti, classe 2001, è nata e cresciuta ad Albignasego in provincia di Padova dove viveva insieme ai genitori ed al fratello. Aveva una grandissima passione per il nuoto ed era dotata di grande talento. Nonostante la giovane età e la malattia che la colpisce quando frequenta ancora le scuole medie, è riuscita ad ottenere risultati importanti e a farsi notare nel mondo dell’agonismo.

Fisico minuto e grande frequenza di bracciate; la sua ultima medaglia al meeting regionale esordienti se l’era guadagnata il 17 marzo del 2013.

Il male che la colpisce si chiama leucemia, Sara verrà costretta a lunghi periodi in ospedale, ma riuscirà comunque a proseguire gli studi. I suoi professori le facevano lezione via Skype anche durante la degenza al reparto di Oncoematologia Pediatrica. Dopo 3 trapianti di midollo in 6 anni di malattia però Sara non riesce più a tener testa alla malattia.

Nei giorni scorsi ci ha lasciato, stretta tra l’affetto della famiglia, degli amici, degli allenatori e compagni di squadra del Padova Nuoto.

Un insegnamento indelebile

Il 10 luglio si sono svolti i funerali. La famiglia ha chiesto donazioni all’AILservizio di cure domiciliari Oncoematologia Pediatrica e Fondazione Città della Speranza – per chi volesse fare rendere omaggio a Sara. Al quotidiano Padova Oggi, Daniela Bardelle, direttore Padova Nuoto, ha rilasciato parole molto toccanti. “La vita di Sara è per noi e soprattutto per i suoi compagni di squadra, un insegnamento indelebile: lei ha lasciato un ricordo bellissimo in tutti coloro che l’hanno conosciuta, tutti ne parlano con grande affetto.

E prosegue disegnando per lei il ritratto di una ragazzina brava e capace non solo nello sport ma anche e soprattutto nella vita. Una tenacia che le ha permesso di affrontare la malattia con il sorriso. Una forza che le ha consentito di praticare lo sport che amava sino a quando il corpo glielo ha permesso. Il suo sorriso e il suo ricordo resterà impresso per sempre nei cuori di chi ha avuto la fortuna di conoscerla.