Carlo Lissi Maria Cristina Omes

Nel 2014 ha massacrato moglie e figli, di 5 anni e 20 mesi, e dopo averli uccisi è andato a vedere una partita con gli amici nel tentativo di crearsi un alibi. È Carlo Lissi, pluriomicida autore della strage di Motta Visconti, una delle pagine più cruente che la cronaca nazionale ricordi. Sono passati 5 anni da quella notte di sangue e bestialità, e il detenuto (che aveva rinunciato all’appello nel 2017, ritenendo congruo l’ergastolo inflittogli in primo grado) si sta costruendo una nuova identità all’interno delle mura carcerarie e ora si laurea in Filosofia.

Carlo Lissi si laurea in carcere

A 31 anni, nel 2014, ha sterminato la famiglia a coltellate e oggi, dalla cella del carcere di Pavia dove sconta il suo ‘fine pena mai’, arriva un’istantanea del suo nuovo identikit.

Carlo Lissi si laurea in Filosofia da detenuto, ‘il mostro di Motta Visconti’ studia dietro le sbarre e si circonda di libri “per arrivare alle radici“. Secondo le indiscrezioni, quello di diventare ‘dottore’ è sempre stato il suo sogno e avrebbe deciso di assecondare la sua inclinazione nonostante il macigno di un ergastolo.

La strage di Motta Visconti

Fuori c’è un mondo che non ha dimenticato l’assurda strage in cui morirono sua moglie Maria Cristina Omes, all’epoca 38enne, e i figli Giulia (5 anni) e Gabriele (20 mesi).

Tutti sgozzati in casa, lasciati senza vita in quella villa per andare a vedere una partita e provare a costruirsi un alibi.

Il movente della mattanza, confessato dall’autore del triplice omicidio, era la sua volontà di eliminare la famiglia per poter vivere tranquillamente un’infatuazione per una collega.

Al pm Giovanni Benelli, che a margine dell’interrogatorio gli aveva chiesto se non fosse stato meglio divorziare, aveva risposto: “Il divorzio non avrebbe risolto, perché i figli sarebbero comunque rimasti“.

I fatti di quell’agghiacciante 14 giugno 2014 sono rimasti impressi nella cronache, anche per la freddezza con cui Lissi, compiuta la strage, si è recato a vedere una partita dei Mondiali con gli amici.

Nella sua villa sangue e orrore.

L’aggressione alla moglie sarebbe avvenuta poco dopo aver fatto l’amore con lei. È stata la prima a morire, sotto i feroci fendenti del marito che poi ha rivolto la sua furia contro i bambini. I piccoli sono stati assassinati con una coltellata alla gola, descritta con freddezza dal padre durante l’interrogatorio:

Sono andato in camera di mia figlia Giulia la porta era aperta ma lei dormiva non aveva sentito nulla. Era a pancia in su. Ricordo solo che le ho dato una coltellata alla gola dopo che le ho estratto la lama lei si è girata di lato e così è rimasta non ha detto nulla. Poi sono entrato in camera da letto dove c’era mio figlio Gabriele“. Anche per lui, appena 20 mesi, la stessa terribile sorte.