zecca sulla pelle

L’incubo di Joe Blackaby è iniziato all’età di 22 anni dopo il morso di una zecca infetta. Nel 2013, quella che sembrava una giornata come tante si è tradotta nell’inizio del calvario. Si è svegliato con un fortissimo mal di testa che ha attribuito ai bagordi della notte precedente, ma la realtà ha superato ogni sua immaginazione e la terribile diagnosi ha inchiodato la sua esistenza a un’odissea contro la malattia di Lyme. Si tratta di un’infezione batterica particolarmente aggressiva, con un quadro di sintomi che comprende dolori articolari, debolezza e disturbi a carico del cuore e del sistema nervoso. Il ragazzo, originario di Caldicot (Galles), oggi non è in grado di camminare ma non è la sola conseguenza devastante con cui convive.

Contrae la malattia di Lyme per il morso di una zecca

Joe Blackaby ha parlato del suo dramma personale al Daily Mail, svelando un presente fatto di continue sfide per guarire e di un passato da cui difficilmente potrà liberarsi per sempre.

È originario del Galles, dove ha coltivato la passione per il surf con la grinta e la costanza dei suoi 20 anni, ma i sogni si sono infranti davanti a un evento imprevisto e terrificante.

Nel 2013, dopo essersi svegliato in preda a un violento mal di testa, ha scoperto di aver contratto una gravissima infezione batterica causata dal morso di una zecca.

Si tratta della ‘malattia di Lyme’ (o Borreliosi) – che prende il nome dall’omonima città americana in cui, nel 1975, si registrò il primo caso – e può portare a danni neurologici permanenti.

I danni provocati dall’infezione

A distanza di 6 anni dall’accaduto, il ragazzo non riesce a camminare, soffre di problemi alla vista e ha riportato un importante disturbo della memoria, oltre a non riuscire più a portare a termine banali attività quotidiane senza affaticarsi.

La diagnosi è arrivata dopo 3 anni, e al Daily Mail ha dichiarato di vivere nel costante confronto con un corpo che “continua a deteriorarsi. La malattia di Lyme è solitamente trattata con terapia antibiotica ma, nel caso in questione, non ha funzionato.

Provo dei dolori atroci alla testa, sento come se il mio cervello andasse a fuoco“, ha aggiunto il giovane, il cui quadro clinico è in peggioramento. “Non riesco ad assimilare ciò che mangio e l’infezione batterica ha divorato la cartilagine delle mie ossa“.

Per Joe Blackaby la sola speranza di avere una vita dignitosa risiederebbe in una cura da fare negli Stati Uniti, per cui ha avviato una raccolta fondi che gli permetterà di tentare la terapia all’estero.