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Il figlio della modella e stilista Marta Marzotto si è concesso ad una lunga intervista al Corriere della Sera. Imprenditore di successo, rampollo di una delle famiglie più importanti nel settore della moda italiana, Matteo Marzotto racconta del momento in cui ha deciso di cambiare la sua vita, quello della conversione alla fede cristiana.

Nel corso della chiacchierata però non manca un ricordo alla madre, personalità influente della mondanità nostrana. Il loro rapporto era molto particolare: si amavano profondamente, ma si lasciavano trasportare da alti e bassi.

La fede: quel pezzo mancante

Figlio del Conte Umberto Marzotto e della modella Marta Vacondio è praticamente nato e cresciuto nella moda.

Prima è stato amministratore delegato di Fiera di Vicenza, poi ha ripreso in mano le redini di Vionnet, ha ricoperto anche il ruolo di presidente per Valentino. Oggi è un manager affermato e navigato, presidente del marchio di abbigliamento Dondup.

Una scalata che lo ha portato al successo e ad essere lì dove ha sempre puntato. Tuttavia, Matteo si è reso conto di sentire che nella sua vita mancava qualcosa.C’è stato un momento, dieci anni fa, in cui mi sono accorto che non mi stavo divertendo più” ha rivelato al Corriere. “Avevo una grande esposizione mediatica.

Ero molto impegnato in azienda: ero esattamente dove volevo essere, facevo quello che sognavo di fare, ma in realtà mancava un pezzetto. Quasi subito ho capito che era quello spirituale, ma non dovevo farmi confondere da filosofie new age: era un richiamo di fede“.

Un cammino autonomo

La famiglia Marzotto è sempre stata molto liberale dal punto di vista religioso, così chiunque sentisse un richiamo di natura spirituale era incentivato a seguirlo, sì, ma in maniera autonoma. E così è stato per Matteo. “Ho sempre pregato, ma c’era una tradizione liberale in fatto di religione: chi di noi decideva di avvicinarsi alla fede doveva farlo autonomamente.

C’era una tradizione di impresa forte: l’iperlavoro era il vero credo. Unito alla rettitudine: mio padre era tutto d’un pezzo“.

Poi, però, il viaggio a Medjugorje ha cambiato tutto.Durante un viaggio a Medjugorje e dopo l’incontro con Chiara Amirante, fondatrice e presidente della Comunità Nuovi Orizzonti. Con lei ho aperto la gamma della conoscenza: ho iniziato a documentarmi, ho fatto quello che in una famiglia religiosa si fa da bambini“.

Il rapporto con la madre Marta

L’imprenditore ritiene di aver subito un forte cambiamento dopo la sua conversione. Certo il suo è sempre un mestiere al servizio della mondanità. Al contempo si rende conto di non essere lo stesso di 15 anni fa, lo stesso uomo che conosceva sua madre Marta. A proposito, cosa penserebbe sua madre Marta oggi.”La mamma degli ultimi anni era una signora anziana che non voleva invecchiare e si stordiva di una vita folle. A 55 anni avrebbe certamente capito, aveva un tale amore per me e io per lei che ci appoggiavamo sempre, ma nessuno faceva sconti all’altro: su alcune cose l’ho criticata pubblicamente“.

Da queste parole sembra chiaro che negli ultimi anni della modella, il loro sguardo già cominciava a volgere verso orizzonti diversi.

Le incomprensioni madre-figlio

Matteo si addentra nel passato, portando alla luce un rapporto fatto di alti bassi.La separazione da mio padre, legittima ma sbagliata nei modi, con tutti gli scandali che ha generato” sembra aver segnato un punto a sfavore nel loro legame. “E poi non amavo la preferenza che accordava ad alcuni nipoti. Da mio padre ho preso un senso dell’equilibrio che mia madre negli ultimi tempi non aveva più. Diceva: “sono vecchia e posso fare quello che voglio”“.

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Marta Marzotto. Immagine di repertorio

Eppure Matteo era un po’ il prediletto della Marzotto: “È vero, ho beneficiato molto del suo amore, che ci ha permesso di dirci le cose in modo chiaro. Però proiettava se stessa su di me: più ero pubblico più lei pensava che fosse un valore aggiunto. Per me non lo era“.

Oggi manca più di ieri

Nonostante le divergenze, la mancanza della madre è una costante per Matteo, oggi più di ieri. “Oggi molto di più che nei giorni giorni del lutto. Mi manca la mamma negli anni della sua maturità, fragile e intelligente, piuttosto che quella caciarona dell’ultimo periodo“.

Poi un’ultima riflessione: “Se guardo ai miei genitori posso dire che non sono stati molto presenti: nell’adolescenza mi è pesato. Sarebbe stato meglio avere più polso, dare senza controllo rende impreparati alla vita“.