Trump ripristina la pena di morte per i condannati dai tribunali federali degli USA, non accadeva da 16 anni

L’inquilino della Casa Bianca Donald Trump ha deciso. Il governo degli Stati Uniti riprenderà con le esecuzioni capitali dei cittadini condannati dai tribunali federali. L’ultima esecuzione risale al 18 marzo 2003, 16 anni fa. La decisione l’ha annunciata questo giovedì il ministro della Giustizia dell’amministrazione Trump, William P. Barr. Dopo l’autorizzazione del Congresso e la firma del Presidente Trump, Barr ha avuto quindi il via libera per ripristinare la pena capitale. E il ministero non ha perso tempo, dato che ha subito programmato le nuove prime 5 esecuzioni.

Il desiderio di Trump di ripristinare la pena capitale è esaudito

I primi 5 condannati, che verranno giustiziati tramite iniezione letale fra dicembre e gennaio, sono implicati in crimini violenti, omicidi, torture e stupri, anche a danni di bambini e anziani.

Lo fa sapere il ministro della Giustizia Barr, con una nota ufficiale, dove annuncia la decisione di ripristinare la pena capitale dopo quasi due decenni di pausa. Barr precisa inoltre che tutti i 5 condannati hanno avuto un giusto processo ed esaurito ogni possibilità di appello. Attualmente nessun impedimento legale cozza con le loro esecuzioni, che avverranno nel penitenziario di Terre Haute, Indiana.

 Il Presidente Trump non ha mai nascosto la sua volontà di inasprire le condanne per i crimini più efferati, auspicando la ripresa e il rafforzamento della pena capitale. Ora, dopo ben 16 anni, i condannati dai tribunali federali degli Stati Uniti andranno nuovamente nel braccio della morte.

La ferma opposizione dei Democratici: “è immorale e sbagliata”

Sebbene la pena capitale sia ancora in vigore negli USA, la decisione dell’amministrazione Trump va controcorrente rispetto alla presa di posizione di 21 su 50 Stati americani.

Diversi singoli Stati l’hanno dichiarata illegale, o hanno delle moratorie, mentre altri si stanno adoperando per abolirla. Il governo centrale, invece, ha deciso di andare nella direzione opposta. In vista delle elezioni presidenziali del 2020, la scelta di Trump ha fatto inviperire i Democratici, che hanno subito manifestato la loro contrarietà. Bernie Sanders scrive su Twitter: “C’è già abbastanza violenza nel mondo. Il governo non dovrebbe aggiungerne ancora. Quando sarò Presidente, aboliremo la pena di morte”. La candidata Kamala Harris è sulla stessa lunghezza d’onda: “La pena capitale è immorale e fallace.

Troppi innocenti sono stati condannati a morte. Abbiamo bisogno di una moratoria nazionale sulla pena di morte, non di una sua resurrezione”.