mano che afferra Strumenti medici

In Arizona l’FBI ha fatto una scoperta a dir poco sconvolgente e agghiacciante. All’interno di un laboratorio scientifico sono stati ritrovati pezzi di corpi umani cuciti insieme, oltre a frigoriferi e recipienti contenenti organi genitali, arti amputati e teste. Il laboratorio compiva sui cadaveri esperimenti segreti ed assolutamente illegali. Gli organi umani, inoltre, venivano venduti sul mercato nero.

Nel laboratorio di Phoenix l’orrore era reale

L’inchiesta è iniziata nel 2014, ma solo adesso è stata resa pubblica. Il laboratorio sottoposto all’indagine era il Biological Resource Center di Phoenix: il sospetto iniziale riguardava presunte attività illecite di traffico d’organi. E in effetti il traffico d’organi si svolgeva davvero.

Tuttavia, a rendere ancora più spaventosa l’intera vicenda è stata la scoperta dei resti umani all’interno del laboratorio: sembra che i cadaveri venissero utilizzati per dar luogo ad esperimenti orribili ed inquietanti. Sono stati ritrovati, infatti, oltre a parti del corpo mutilate e conservate, anche dei “mostri” costruiti cucendo insieme pezzi di cadaveri. L’esempio più terribile, come riporta il Time, era quello del torso di un uomo molto grosso a cui era stata attaccata una piccola testa di donna.

Da dove arrivavano i corpi?

Al Biological Resource Center i cadaveri giungevano grazie al consenso ufficiale da parte di alcune famiglie: l’idea era quella di donare i corpi dei parenti per scopi scientifici e di ricerca.

Naturalmente le famiglie non avevano la più pallida idea di come i corpi dei loro cari venissero utilizzati.

Il laboratorio si nascondeva dietro a nobili scopi scientifici. Alcune delle famiglie coinvolte hanno poi sporto denuncia e intentato una causa: il proprietario del laboratorio, un certo Stephen Gore, nel 2015 è stato processato e condannato a un anno di carcere, 4 anni di libertà vigilata e al pagamento di una multa da 121.000 dollari, come riporta il New York Post.