casellati

Il governo ha posto la fiducia in Senato sul Dl sicurezza bis. A renderlo noto il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro. In aula è intanto scoppiata la bagarre con i parlamentari del PD che hanno iniziato ad applaudire al grido di “vergogna”.

Posta la fiducia sul Dl sicurezza bis in Senato

Dopo l’annuncio della questione di fiducia posta al Senato sul DL sicurezza bis, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati, ha quindi proceduto alla convocazione della conferenza dei capigruppo necessaria a stabilire come proseguiranno i lavori.

La prima chiamata per il voto inizierà alle 19,30. Intanto, lamentano le opposizioni, non è stato possibile discutere i numerosissimi emendamenti presentati al testo.

Questo voto di fiducia rischia di far traballare il governo: si passa alla conta dei voti favorevoli e sembrano mancare all’appello diversi voti del M5S. Pare infatti che ci sia un fronte di dissidenti pentastellati che voterà contro. Come riporta Sky Tg 24, per il vicepremier Matteo Salvini l’esito del voto di fiducia, anche se dovesse passare con i voti a favore del M5S, rappresenterà un modo per capire “se c’è la maggioranza“.

Bagarre in aula

Il PD intanto ha espresso disapprovazione rispetto alla questione di fiducia posta al Senato sul Dl sicurezza bis con un applauso denigratorio accompagnato dalle grida: “Vergogna!“. In molti poi hanno indossato magliette con l’immagine di un uomo gettato nell’immondizia e la scritta: “Non sprechiamo l’umanità“.

Come riporta Tgcom 24, l’ex presidente del Senato, Pietro Grasso, ha criticato duramente la questione di fiducia: “Ancora una volta questo governo umilia il ruolo del Parlamento, ci costringe a ratificare un decreto senza poterlo realmente discutere: testo blindato, emendamenti ignorati, il compito dei senatori si limiterà a timbrare, qualcuno felice e altri meno, il volere dei capi, anzi del capitano.

Un passo alla volta state trasformando il tempio della democrazia in quell’aula sorda e grigia, in quel bivacco di manipoli evocato in un periodo di cui alcuni, anche qui dentro, provano nostalgia“.