vitelli, allevamenti intensivi

Separati dalle madri subito dopo la nascita e rinchiusi in piccoli box fino alle 8 settimane di vita: sono queste le condizioni dei vitelli nei grandi allevamenti intensivi, rilevate dall’organizzazione internazionale Compassion in World Farming (Ciwf ). L’inchiesta, che ha visto come obiettivo la realizzazione di un video di denuncia, è stata condotta in 5 allevamenti in Polonia, in cui gli investigatori hanno filmato animali spesso disidratati e affamati.

Non possono muoversi e camminare

È difficile comprendere che un vitello è vulnerabile ed è tenuto isolato per settimane – ha detto Emma Slawinski, direttrice campagne e comunicazioni di Ciwf – Ancora peggio, la legislazione dell’Unione Europea lo permette, nonostante l’evidenza che pratiche alternative possano portare benessere e salute”.

Il video mostra i vitellini isolati l’uno dall’altro all’interno di piccoli spazi, in cui non possono muoversi agevolmente, camminare o giocare. Questa mortificazione degli istinti più naturali di un cucciolo, sottolinea l’associazione, si compie a danno di un animale che ama le interazioni e che fa del contatto con la madre una parte essenziale della propria crescita.

12 milioni di vitelli ogni anno

Secondo Compassion in World Farming, tali condizioni sono simili a quelle riscontrate in molti altri allevamenti intensivi sul territorio europeo, dove circa 12 milioni di vitelli ogni anno, il 60% del totale, vengono rinchiusi e privati di ogni contatto dopo la nascita.

Oltre alla scarsa igiene e all’inadeguata protezione dalle basse temperature, in alcuni casi si sono anche rilevate infrazioni alle direttive dell’UE, con vitelli più grandi, di 3 o 4 mesi, tenuti illegalmente in recinti troppo piccoli per loro.

L’iniziativa End the Cage Age

Questo sistema – spiega Ciwf Italia – potrebbe facilmente essere superato: fornendo adeguate condizioni, come un’ottima ventilazione e un’appropriata lettiera, i vitelli possono crescere in gruppo fin dalla nascita”.

Anche nel nostro Paese è possibile sottoscrivere la petizione End the Cage Age, l’iniziativa che vede riunite più di 170 associazioni in tutta Europa per l’abolizione dell’uso delle gabbie negli allevamenti. Al momento sono state raccolte 1,2 milioni di firme e, se la cifra sarà confermata dopo il prossimo 11 settembre, la Commissione Europea potrebbe intervenire per regolamentare la materia.

(Immagine in alto: Facebook/CIWF.it)