mano di bambina con peluche davanti a un uomo

La storia di Lilly e Emily è un dramma nel dramma, sorelle stuprate per anni dallo zio 75enne in un inferno di dolore e silenzio. Neil Bancroft ha abusato di loro quando la più grande aveva 13 anni, la minore appena 10. Lilly ha scoperto che la sua stessa terribile sorte era toccata anche alla piccola Emily, ma era troppo tardi perché potesse salvarla dagli orrori che per prima era stata costretta a subire. A carico dell’uomo prove schiaccianti, racchiuse in alcuni messaggi inviati alle bambine dopo gli abusi. Il racconto devastante di due vite distrutte è emerso nell’intervista delle vittime ai microfoni del Sun.

Violentate per anni dallo zio

Dietro il profilo accomodante e rassicurante di Neil Bancroft, 75 anni, si nascondeva il volto della violenza. L’uomo è finito dietro le sbarre per aver violentato le nipotine di 13 e 10 anni, in una spirale di atrocità che si sono protratte per molto tempo.

Nessuna delle due sapeva che l’altra era vittima a sua volta, non una parola di troppo in casa, soltanto silenzio e paura. Bancroft le avrebbe sistematicamente minacciate per neutralizzare il pericolo che potessero rivelare le violenze, riuscendo a colpire, indisturbato, in decine di occasioni.

Oggi Lilly ha 19 anni, e ha svelato al Sun il drammatico momento in cui ha capito che anche Emily – sua sorella di 3 anni più giovane e oggi 17enne – aveva convissuto con quel macigno sul cuore. Anche lei stuprata e vessata, da quando aveva 10 anni.

Le due ragazze hanno deciso di uscire allo scoperto parlando della loro esperienza alla stampa, confessando di non poter perdonare il loro aguzzino e augurandosi “che marcisca in galera“.

I messaggi che hanno incastrato l’orco

L’incubo è finito per entrambe, almeno fisicamente. Nella testa l’indelebile ricordo di quanto subito per anni, all’insaputa dei genitori a cui avrebbero raccontato tutto soltanto dopo molto tempo.

Bancroft avrebbe adescato l’allora 13enne via Skype, con una serie di complimenti sul suo aspetto. Il tenore di quei messaggi si sarebbe fatto sempre più invadente ed esplicito, al punto da generare un circuito di terrore nella nipote.

Il primo attacco fisico a sfondo sessuale sarebbe avvenuto nella cameretta della bambina, a Christchurch, Regno Unito.

Spingendomi sul letto, Neil mi infilò una mano rugosa tra le gambe“, ha raccontato Lilly, aggiungendo di essere rimasta pietrificata fino alla fine dello stupro. Da quel momento tutto è cambiato.

Sono seguiti tanti altri messaggi, poi la seconda aggressione a pochi metri da Emily. Mentre erano al mare, intente a giocare in acqua, Bancroft si sarebbe avvicinato alla maggiore fingendo di inscenare un divertente gioco, abusando di lei mentre la più piccola nuotava vicino.

Dopo ogni stupro, la macabra strategia del 75enne era quella di inviare sms alle sue vittime per assicurarsi l’assoluto silenzio.

La rivelazione degli abusi

Il giorno del suo 18° compleanno, Lilly ha sorpreso sua sorella in lacrime, ed è allora che avrebbe appreso che anche lei era stata stuprata. Ha deciso di rivelare tutto ai suoi genitori, non potendo più tacere davanti a uno scenario sempre più devastante.

Sul tavolo degli inquirenti le prove schiaccianti della colpevolezza dell’uomo: decine di messaggi e telefonate con continui richiami alle violenze perpetrate.

I nostri genitori erano completamente sconvolti. Si erano fidati di Neil e lui ha abusato di noi“. Inchiodato definitivamente ai contorni del pedofilo, Neil Bancroft ha confessato i reati sessuali commessi sulle nipoti.

Per lui una condanna a 6 anni di carcere.