salvini di maio

L’approvazione c’è ma solamente per i documenti a favore dalla Tav. Questo l’epilogo della seduta che ha avuto oggi luogo in Senato sulle mozioni in tema di alta velocità. L’atmosfera diventa in breve tempo incandescente: la prima mozione ad essere discussa in aula è quella del Movimento Cinque Stelle contro la Tav, bocciata con 181 voti contro.

Bocciata la mozione del M5S contro la Tav

Quello che in questo momento ci si domanda riguarda più in generale il governo e l’odore di crisi che inizia ad aleggiare tra le aule del Senato a pochi istanti dalla seduta in tema di Alta Velocità.

È stata bocciata in questi momenti la mozione del Movimento 5 Stelle contro la Tav, mentre sono passate al contrario tutte le altre a favore dell’Alta Velocità, anche quella del Partito Democratico.

Martina: “Hanno fallito, ora vadano a casa

Il vicepremier Di Maio ha abbandonato l’aula, mentre il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo ha parlato di responsabilità politiche: “Avere due partiti di maggioranza una che vota in un modo e uno in un altro pone sul tavolo una questione politica.

Oggi chi vota no al Tav si prenderà la responsabilità politica delle scelte che saranno prese nei prossimi giorni e nei prossimi mesi“. Di fatto, si apre così una spaccatura importante nel governo su uno dei punti più controversi dell’esecutivo. Maurizio Martina ex segretario del PD commenta: “Un governo diviso su tutto, una maggioranza che si fa opposizione da sola. Sulla #Tav va in scena l’ultimo atto ai danni del Paese. Hanno fallito, ora vadano a casa“.

Lo scontro sulla Tav rischia di far vacillare il governo gialloverde

Il governo gialloverde arriva a questa discussione spaccato, tra la Lega che è pro e il M5S che è contro.

La prima mozione, quella del M5S, afferma la sua contrarietà alla realizzazione della Tav facendosi forza anche dell’analisi costi-benefici voluta dal ministro Danilo Toninelli e che darebbe ragione proprio al Movimento.

La mozione pentastellata puntava a promuovere un percorso che avrebbe portato all’adozione “di atti che determinino la cessazione delle attività relative al progetto per la realizzazione e la gestione della sezione transfrontaliera del nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione“. In secondo luogo, la mozione avrebbe permesso che i fondi stanziati per la Tav rientrassero nel bilancio dello Stato e venendo destinati “ad opere pubbliche alternative, maggiormente utili ed urgenti, sul territorio italiano“.

La mozione del Pd si riduce ad essere invece una dichiarazione a favore che “impegna il governo ad adottare tutte le iniziative necessarie per consentire la rapida realizzazione della nuova linea ferroviaria Tav Torino-Lione“.

Le precedenti tensioni tra Toninelli e Salvini

Ieri il vicepremier Matteo Salvini aveva fortemente criticato il ministro delle infrastrutture e dei trasporti Danilo Toninelli. Parole che trovano oggi la replica proprio di quest’ultimo. Il ministro pentastellato ha affidato al Corriere della sera il suo pensiero sul vicepremier: “Salvini fa il polemizzatore quotidiano.

Ma si contraddice da solo. Prima mi attacca, poi nelle sue dirette elogia il lavoro che ho fatto, come i 50 miliardi sbloccati al Cipe o il via libera alla Cuneo-Asti. Come diceva un filosofo, sembra un nano sulle spalle dei giganti che lavorano. Al posto di fare polemiche pensi a indicarci due sottosegretari per il ministero. Abbiamo visto che fine hanno fatto quelli che aveva messo…“.

A queste parole, nonostante avesse innescato la scintilla dello scontro, risponde a sua volta Matteo Salvini con un tweet: “Gli insulti di Renzi, della Boschi e del PD mi divertono, gli attacchi quotidiani dei 5Stelle mi dispiacciono.

Come si fa a lavorare così???“.