panni stesi da una facciata di un vicolo di roma

In vigore il nuovo regolamento di polizia urbana della Città Eterna, che non solo tutela i monumenti del centro storico (con il divieto di sedersi sulla scalinata della Chiesa della Trinità dei Monti, da sempre oggetto delle soste e delle fotografie dei turisti), ma limita anche quelle piccole abitudini che incidono sul “decoro urbano”.

Ci saranno dunque sanzioni, a Roma, per chi stende in aree private i panni o qualsiasi altro oggetto “visibile dalle vie e dalle piazze pubbliche”, peggio ancora se si tratta di indumenti intimi, con l’esclusione dei “balconi aggettanti” (ossia sporgenti).

Questi ultimi, però, rappresentano un problema quando si tratta di annaffiare le piante perché “deve essere evitato lo stillicidio sulla strada”. La classica goccia che fa traboccare il vaso per gli abitanti che non amano le sanzioni: si arriva infatti, in questi casi, fino a multe di 100 euro.

Via dalla strada

Ma non è finita qui. Il regolamento impone inoltre che, nel periodo estivo, durante il quale aumenta il rischio incendi, strade e giardini siano “costantemente puliti da sterpaglie, fogliame ed ogni altro materiale”. E durante l’inverno, invece?

Sarà necessario sgomberare i vicoli da neve, grandine, fango o altri fattori in grado di ostacolare la circolazione, sui marciapiedi corrispondenti agli accessi e larghi fino a 2 metri, dalle ore 8 alle 20.

Inquinamento acustico e… idrico

Per evitare di arrecare disturbo alle altre persone, dalle 22 alle 8 gli antifurti dovranno smettere di suonare in caso di malfunzionamento. Due i possibili accorgimenti: un “sistema temporizzatore” che limiti la durata del segnale acustico a 5 minuti, e una targhetta da esporre all’esterno dell’abitazione con i riferimenti di un addetto ai lavori sempre reperibile, in grado di far cessare l’allarme.

Limitazioni anche per quel che riguarda i “nasoni”, le classiche fontanelle pubbliche di Roma: assolutamente proibito attaccarsi al tipico beccuccio ricurvo per usufruire dell’acqua potabile. Meglio resistere alla sete…