Simone Rapisarda Facebook

La vicenda che arriva da Roma e riguarda la famiglia di Simone Rapisarda è molto triste e deve far riflettere. Durante un’assemblea condominiale si era stabilito di mettere un nuovo ascensore, adeguato per il 36enne, rimasto disabile dopo un infortunio sul lavoro. Qualcuno, però, non ha gradito i tempi di sostituzione e ha vigliaccamente lasciato un cartello pieno di insulti affisso alla porta della famiglia Rapisarda.

La storia di Simone, rimasto disabile da un giorno all’altro

Molti sono i quotidiani che in queste ore hanno ripreso la storia del 36enne romano, tra questi anche Il Messaggero.

Simone Rapisarda lavorava come fornaio a Roma, vicino alla sua abitazione nella zona di Centocelle. Lo scorso anno, tornato a casa dopo una lunga nottata di lavoro, ha avvertito un forte dolore alla schiena, ma ha pensato che con un po’ di riposo sarebbe passato. Al suo risveglio ha intuito che qualcosa non andava, non aveva più sensibilità alle gambe. Da un momento all’altro, per lui e per la sua famiglia, la moglie Karolina, 32 anni, e i loro gemelli di 12 anni, la vita è cambiata.

I medici, dopo averlo visitato, gli hanno comunicato la brutta notizia: un’ernia gli aveva lesionato il midollo spinale. Non sarebbe più tornato a camminare. La moglie non si è data per vinta e ha deciso che avrebbero vissuto una vita quanto più normale possibile. Mentre Simone era ricoverato ha apportato delle modifiche alla loro casa in modo tale che il 36enne potesse muoversi con la sedia a rotelle.

La decisione del condominio di sostituire l’ascensore

Così, si è arrivati alla vicenda accaduta nei giorni scorsi. Durante una riunione di condominio, Simone Rapisarda ha reclamato un suo diritto, ovvero quello di poter sostituire l’ascensore esistente con uno adeguato alla sedia a rotelle.

I condomini hanno approvato e così sono iniziati i lavori, durati circa 20 giorni. Erano stati quasi ultimati, quando, il 3 luglio scorso un cartello è stato appeso alla porta della famiglia. Il messaggio, pieno di insulti, parolacce, e becere frasi, non è firmato. L’autore intollerante ha iniziato così: “Brutto paraplegico del c***o, guarda che estate di m***a ci stai facendo passare“. Poi ha continuato: “Se quando è finito l’ascensore non lo usi tutti i giorni ti auguro che oltre al p*****o ti si blocchi anche il cervello“.

E ha concluso con un “buona giornata“.

L’amarezza della famiglia

La vicenda è diventata virale perché Karolina Collacchi, moglie di Simone, ha pubblicato la foto su Facebook. Incredula, scioccata e molto amareggiata ha risposto a caldo, scrivendo sotto il messaggio appeso alla porta: “Grazie per le parole gentili, a mio marito non gli funzionano le gambe, a te invece il cervello non ha mai funzionato, c******e!“. Ha aggiunto: “Penso che l’ascensore sarà utile a tutti, però se sei uno con le p***e sarai l’unico a non usarlo, vero?

Se scopro chi sei ti denuncio, dopo sono c***i veri per te!!”. Infine, nelle sue parole si capisce tutta la sofferenza per questa nuova e faticosa situazione, ha scritto: “Questa situazione non è difficile solo a voi dei piani superiori ma anche a noi che dobbiamo usare un macchinario terrificante, ma che c***o ne sai tu della vita difficile, sei un grande imbecille!“. Moltissimi sono stati i messaggi e i gesti di solidarietà dimostrati alla famiglia, sia via social network che di persona. A raccontarlo è stata sempre Karolina, che, in un commento sotto il suo post, ha anche rivelato quanto sia stato doloroso per i loro bambini leggere quelle parole che feriscono come sassi.

Immagine in evidenza: Simone Rapisarda. Fonte: Simone Rapisarda/Facebook