Grazie a un’idea di Francesco Beschi, vescovo della diocesi di Bergamo, gli 800 preti della parrocchia lombarda destineranno un’intera mensilità per aiutare chi ha perso il lavoro in provincia. È quanto riporta un’inchiesta del Messaggero, che ha indagato sulle cifre percepite dagli uomini di chiesa. Ad esempio, lo stipendio medio di un prete si aggira intorno ai mille euro: grossomodo, la mensilità di un operaio non specializzato.

Scala gerarchica

Più si sale di grado, più aumenta lo stipendio, in base ad una sorta di “criterio dell’anzianità”: i parroci più esperti percepiscono fino a 1.200 euro al mese, mentre i vescovi arrivano anche fino a 3.000.

Lo stesso Don Beschi ne guadagna 2.600: sommati agli stipendi degli altri preti della diocesi di Bergamo, si arriva a più di 800.000 euro. Una bella cifra contro la disoccupazione della provincia, e un aiuto concreto per quelle aziende che hanno chiuso i battenti negli ultimi anni. Un’idea che sicuramente piacerà a Papa Francesco, che non ha mai fatto mistero di volersi impegnare con praticità nel sociale.

Cifre da capogiro?

E parlando di Sua Santità, a quanto ammonta una sua retribuzione?

Se per Benedetto XVI è nota la rendita al momento della pensione (2.500 euro), pare che Francesco non percepisca assolutamente un vero e proprio stipendio. Tuttavia, il Papa ha la libertà di attingere dall’Obolo di San Pietro, l’offerta di denaro fatta dai fedeli a sostegno della Chiesa, in occasione della festività di San Pietro e Paolo (29 giugno). Ora, trattandosi di una libera offerta, non è possibile stabilire con assoluta precisione a quanto ammonti questo tesoretto: basti sapere che i dati ufficiali riportati da Avvenire stimano una somma pari a 78 milioni di dollari nel 2013 (più di 69 milioni di euro).

Una cifra che subisce un’impennata verticale di anno in anno.